Sotto il nome di raggi ultravioletti sono raggruppate radiazioni elettromagnetiche dotate di caratteristiche diverse. Tradizionalmente si individuano tre classi di ultravioletti, che si distinguono per la loro lunghezza d'onda:
- gli UVA, di lunghezza d'onda tra i 320 e i 400 nanometri; gli UVA più energetici hanno un leggero effetto abbronzante (sono quelli prodotti dalle lampade abbronzanti);
- gli UVB,
di lunghezza d'onda tra i 280 e i 320 nanometri, radiazioni più potenti
che sono la causa delle scottature più fastidiose durante l'estate e possono purtroppo anche facilitare l'insorgenza di cancri alla pelle;
- gli UVC, di lunghezza d'onda inferiore a 280 nanometri, i più forti e pericolosi.
Gran parte dei raggi B e dei raggi C sono già assorbiti dallo strato di ozono dell'atmosfera prima di raggiungere il suolo. Il vetro è di per sé opaco alle radiazioni UVB e UVC, già senza l'applicazione di nessuna pellicola. Lascia invece passare una larga parte delle radiazioni UVA. Sebbene gli UVA siano i meno "aggressivi" tra i raggi ultravioletti, in certi casi può essere necessario doverli schermare. In particolare la prolungata esposizione di un oggetto agli UVA potrebbe alterarne il colore a causa di complesse reazioni fotochimiche e questo potrebbe essere un problema per delle mercanzie esposte in una vetrina (quadri o mobili, ad esempio).
Delle pellicole di materiale plastico capaci di assorbire fino al 98% degli UVA sono effettivamente in commercio e se ne possono trovare delle versioni adattate al parabrezza di una macchina. Una semplice ricerca internet le farà trovare molti rivenditori, non gliene voglio consigliare uno specifico per non correre il rischio di essere uno "sponsor".
A mio giudizio, i prodotti disponibili sul mercato sono tendenzialmente equivalenti e sono realizzati con materiali dotati di simili proprietà assorbenti. Diverse pellicole possono distinguersi per lo spessore (a parità di concetrazione di materiale assorbente gli UVA, la pellicola più spessa darà una protezione migliore) e per la qualità della loro trasparenza alla luce visibile. La luce visibile infatti è una radiazione elettromagnetica come gli UV, dotata semplicemente di lunghezze d'onda superiori: una buona pellicola deve essere il più possibile opaca agli UV, ma il più possibile trasparente alla luce visibile. La trasparenza alla luce visibile è di fatto la variabile che più ne determina il prezzo.
Bisogna anche dire che:
1) Il vetro di per sé assorbe già la maggior parte degli UV pericolosi;
2) La maggior parte dei parabrezza ormai sono già protetti da una sottile pellicola di plexiglas che ha lo scopo di impedirne la frantumazione in caso di forte impatto. Tale pellicola di protezione può già filtrare fino all'80% degli UVA.
3) La sensazione di calore che lei può sentire all'interno dell'abitacolo in occasione di una forte esposizione diretta al Sole non è tanto legata alla penetrazione di UV quanto al celebre "effetto serra". Aggiungere una pellicola anti-UV non renderà quindi l'abitacolo più fresco durante l'estate, per intendersi.
In conclusione me la sento di affermare che, a meno che lei non abbia ragioni specifiche per volere una protezione totale (molte persone ad esempio possono essere foto-allergiche e necessitano una protezione totale), la protezione fornita già di per sé dal parabrezza standard di una vettura di recente fabbricazione sarà già tale da farle dormire sonni tranquilli, senza affrontare la spesa aggiuntiva di una pellicola anti-UV...