Pane e pasta d'avena

Avena

Da 16 anni sono affetta da diabete mellito del tipo 2 caratterizzato da picchi glicemici postprandiali. Non potendo controllarlo con i medicinali ho adottato una mia dieta eliminando la maggior parte di amidi sostituendoli con l'avena soprattutto in forma di farina con la quale preparo sia la pasta che il pane. Ho riscontrato che sotto forma di pasta l'avena ha un indice glicemico molto più basso del pane (100% avena). Vorrei sapere se la preparazione del pane determina delle modificazioni  a seguito della pur scarsa lievitazione oppure a causa dell'alta temperatura di cottura.

Ringrazio anticipatamente porgo distinti saluti.

Mija Oseli

Marija Oseli
16 dicembre 2008

È da sottolineare che la scelta di cereali alternativi al frumento, specie se in forma di derivato da farine integrali, è sicuramente conveniente in caso di diabete per ridurre l’impatto di un elevato “picco” glicemico postprandiale. La farina d’avena è altamente consigliata in questo caso, e spesso utilizzata da chi tiene ad una dieta efficace nel controllare, appunto, l’indice glicemico della propria alimentazione. La cottura può effettivamente causare qualche differenza nella disponibilità degli amidi, in modo da favorire una più rapida assimilazione, ma questo non causa significative alterazioni riguardo l’indice glicemico (IG) dei prodotti a base di avena. Se quindi il comune pane bianco di frumento può variare tra il 60 e il 100 come IG, il pane di farina d’avena non supera il 40-50.

Un problema in più deriva invece dalla tecnica di preparazione casalinga del pane: per migliorarne la lievitazione e la conservabilità alcune ricette prevedono l’aggiunta di farina bianca comune, di malto d’orzo o di zucchero (saccarosio). E’ chiaro che tutte queste aggiunte possono far variare l’IG, in quanto forniscono amidi facilmente assimilabili o zuccheri semplici, tutti ingredienti molto meno salutari in caso di diabete. L’utilizzo di avena al 100% produce invece pane decisamente meno lievitato, ma perfettamente idoneo ad un sano regime controllato per il diabetico.

Luigia Favalli Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e Applicata, Università di Pavia

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