Quali fondamenti scientifici per l'omeopatia?

Pillole

All'ultimo Festival della Scienza di Genova ho assistito ad una conferenza del biologo inglese Lewis Wolpert, docente di Biologia applicata alla Medicina allo University College di Londra.

Nel corso della sua conferenza il professore inglese ha detto "Chi si cura con l'omeopatia è semplicemente un demente!". Sebbene abbia una smisurata fiducia nella scienza, non ho ancora capito la ragione di questo forte accanimento contro questa medicina alternativa da parte di molti personaggi del mondo scientifico, es. Piero Angela e Umberto Veronesi.

Personalmente, sono circa 15 anni che mi curo con l'omeopatia e, per ora, ha sempre "funzionato". Chiedo quindi a voi di Ulisse un chiarimento su questa faccenda, in quanto non riesco a giungere ad una conclusione. Grazie

Giacomo Melani
2 dicembre 2008

Caro Giacomo,

A fine Settecento, le diluizioni omeopatiche di Samuel Hahnemann non facevano danni: non contenevano una dose efficace, qualunque fosse stata la sostanza di partenza. Era logico preferirle a salassi, purghe, emetici e altre torture, spesso più dannose che utili, praticate dai medici di allora.

Oggi gli effetti di terapie e farmaci nuovi vengono verificati sperimentalmente, devono superare l’effetto placebo e la critica, spietata, della comunità dei ricercatori. Da quando le due multinazionali dell’omeopatia hanno chiesto dalle assicurazioni private o statali gli stessi rimborsi di cui godono quelle dette “BigPharma”, sono stati studiati i rimedi omeopatici (anche quelli ayurvedici, l’agopuntura ecc...). Fino a questo momento nessuno è risultato più efficace di un placebo, quindi l'omeopatia è tuttora priva di fondamenti scientifici. Perciò Lewis Wolpert e gli altri trovano che sia illogico sceglierla, e si accaniscono contro le medicine alternative soprattutto quelle che, anche nei casi di malattie gravi e curabili, escludono il ricorso a farmaci e terapie di provata efficacia.

Detto tra noi, se il disturbo è lieve non mi sembra affatto "demente" accelerarne la scomparsa sfruttando l'effetto placebo per il quale, tra l'altro, si stanno accumulando le evidenze sperimentali. Lo faccio anch’io: senza la benché minima evidenza scientifica, contro il raffreddore bevo latte caldo con il miele e, come lei, posso affermare che per me ha sempre
funzionato.

Auguri per la sua salute e per le feste.

Sylvie Coyaud La Repubblica

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