Chiedo come fa un monomotore a stare stabile in volo: se l'elica o la turbina ruotano in senso destrorso, la carlinga dovrebbe ruotare in senso sinistrorso, almeno se il volo avvenisse nel vuoto (infatti, per l'equivalenza del momento d'inerzia tra elica o turbina da un lato, e carlinga dall'altro, malgrado l'enorme sproporzione di peso e di distribuzione delle masse tra i due elementi ruotanti, ugualmente la carlinga dovrebbe ruotare): se ciò non avviene potrebbe essere dovuto al baricentro del velivolo, posto più basso dell'asse di rotazione dell'elica o della turbina, ovvero per un effetto controbilanciante della deriva, e/o degli stabilizzatori di coda, e/o degli equilibratori? Troverei più strano che la stabilizzazione avvenga per una differenza di portanza tra le due ali.
La questione che pone il lettore è reale, ma è improprio parlare di momenti d'inerzia: questi avrebbero il loro effetto (e tale effetto sarebbe presente anche nel vuoto), solamente negli intervalli di tempo in cui l'elica (o le parti rotanti del motore a getto) accelerano o decelerano angolarmente. È opportuno invece parlare di coppia di reazione dell'elica dovuta alle azioni aerodinamiche che si sviluppano sulle sue pale in rotazione. Tale coppia di reazione non può che essere equilibrata da un momento aerodinamico o dal momento generato dal peso del velivolo (ma questo caso si verifica solamente se il velivolo è sbandato lateralmente). Proprio per questo motivo, in passato, alcuni velivoli monomotore di notevole potenza avevano semiali leggeremente diverse, realizzando proprio ciò che il lettore ritiene più strano: una semiala con apertura leggermente maggiore per dare un po' più di portanza rispetto all'altra ed equilibrare così, con un momento aerodinamico, la coppia di reazione dell'elica. Il problema non si pone in modo evidente nei monomotori attuali più comuni, in quanto le potenze (e quindi le coppie richieste all'albero dell'elica) sono di bassa entità (dell'ordine al massimo del centinaio di Nm). Problema ben più sentito ed evidente al pilota sono le coppie giroscopiche dovute alla velocità di rotazione dell'elica composta con i moti rotazionali del velivolo (soprattutto nei velivoli acrobatici). Qui ovviamente deve essere il pilota a correggere tali momenti giroscopici con opportuni momenti di segno opposto generati dai comandi: beccheggio, rollio, imbardata.