È possibile assorbire le vitamine tramite la pelle? Io ho imparato a scuola che dal cibo si hanno le vitamine, che possono essere assorbile dal nostro intestino, però ogni giorno vediamo al supermercato prodotti per la pelle con vitamina E o C che vengono assorbite tramite la pelle. Sono effettivamente efficaci?
Le vitamine C e E sono sostanze ossidanti capaci di bloccare i danni che i radicali liberi producono nelle cellule. Vediamo allora che cosa sono i radicali liberi e cosa possono fare queste vitamine per combatterli nelle cellule della pelle.
I radicali liberi sono prodotti di “scarto” del metabolismo cellulare, ma anche fattori ambientali come l’inquinamento di gas e tossici, il fumo di sigaretta, l’alcool, contribuiscono a formarli. I raggi ultravioletti sono fra i maggiori responsabili della formazione di questi prodotti nella cellule della pelle. I radicali liberi sono molecole con un elettrone spaiato e per questo motivo sono molto instabili. E allora cercano l’equilibrio appropriandosi di elettroni che appartengono a molecole vicine. Queste a loro volta ruberanno l’elettrone mancante a altri vicini, generando un meccanismo di instabilità a catena. Tutte le molecole possono essere danneggiate, ma il danno è particolarmente grave se interessa quelle “nobili” da cui dipendono la funzione e la vita delle cellule, come per esempio, le proteine delle membrane cellulari, e il DNA.
Per fermare la catena di instabilità occorrono sostanze antiossidanti, capaci di cedere un elettrone riportando la pace nei processi biochimici della cellula. Ora, le vitamine C e E sono per l’appunto sostanze antiossidanti.
Entrambe sono assorbite attraverso la pelle, ma la loro strada può essere ostacolata a ogni passo. L'efficacia di una crema alla vitamina E o C dipende dal veicolo che le aiuta a superare la barriera dello strato corneo, che è quello più esterno e quindi più difficile da superare, poi c’è "l'epidermide vitale" e infine il "derma". La vitamina E è liposolubile e supera meglio lo strato corneo, la C è invece idrosolubile e più instabile. Questa vitamina si ossida facilmente e penetra peggio per cui va opportunamente veicolata e protetta, cosa che si fa usando i liposomi che sono microsfere cave formate da strati lipidici.
L'associazione delle due vitamine in una sola crema non è molto consigliata dal momento che una è liposolubile e l'altra è idrosolubile, per cui occorrerebbe realizzare una emulsione tripla (olio/acqua/olio o acqua /olio/acqua) che è difficile da fare e è instabile.
Parliamo ora delle creme del supermercato (ma anche di farmacia, erboristeria, profumeria): il punto è che le ditte che producono creme cosmetiche non sono tenute a fornire test di efficacia, come invece succede per i farmaci. Quelle più serie commissionano a laboratori competenti l’effettuazione di prove su colture cellulari per cercare effetti tossici e indesiderati e per testare la stabilità del prodotto e la sua efficacia. Ma anche se spesso queste ditte pubblicano i risultati delle loro ricerche su riviste di cosmetologia, nessuno è in grado di dire se il formulato è davvero valido. Le ditte non sono tenute a scrivere sulla confezione la composizione e tanto meno la quantità del principio attivo, addirittura possono anche ometterlo o nasconderlo sotto un nome di fantasia o una sigla. Quando sulla confezione compare la composizione, i componenti sono in ordine decrescente. L'acqua è sempre al primo posto perché costituisce il 50% del formulato, ma le percentuali relative sono omesse accuratamente e i componenti sotto l'1% sono elencati in ordine sparso. E infine, per quanto riguarda la vitamina C che è molto instabile, alcune ditte la confezionano in fiale monodose o comunque a scadenza di 5 giorni dall’apertura della confezione, altre per tenere insieme l'emulsione usano quantità eccessive di sostanze tensioattive che possono favorire l’assorbimento nel sangue di componenti del preparato.