Montagne incappucciate

Montagne incappucciate

Osservando il cielo a volte mi capita di notare che le nuvole sono concentrate sopra le cime e le creste delle montagne più alte e che altrove mancano; esiste una spiegazione fisica a questo strano fenomeno? Grazie!

Matteo Marnati
12 settembre 2008

In generale le nubi si formano a seguito della condensazione del vapore acqueo dovuta ai movimenti verticali dei volumi d'aria. I volumi d'aria, salendo, si espandono e si raffreddano, raggiungendo in questo modo la temperatura di saturazione del vapore acqueo e dando origine alla nube. Da questo punto di vista l'orografia svolge un ruolo molto importante in quanto favorisce il sollevamento delle masse d'aria che, nei loro movimenti a larga scala, impattando contro i rilievi, sono costrette a spostarsi verticalmente per scavalcarli, dando origine a nubi in prossimità delle creste. Questo meccanismo è il responsabile delle alte piovosità che spesso si osservano nei pendii contro-vento delle catene montuose. Lo stesso meccanismo, inoltre, rappresenta anche la ragione fisica fondamento di tutti i proverbi che, al dilà delle peculiarità delle varie zone d'origine, associano la formazioni di nuvolosità in cresta alle montagne ad un imminente cambiamento delle condizioni meteorologiche (i.e., aria umida sta affluendo contro i rilievi, si stanno formano delle nubi in cresta, probabilmente altre nubi e precipitazioni si avranno a breve sull'intero pendio della montagna)


L'orografia, però, gioca anche un altro ruolo, importante soprattutto a livello locale, ed indipendente dai movimenti a larga scala delle masse d'aria. I pendii delle montagne, infatti, essendo inclinati, riescono a ricevere una maggiore quantità di radiazione solare rispetto alle zone pianeggianti che li circondano. Grazie a questo maggiore apporto di radiazione, quindi, i pendii delle montagne mediamente si scaldano più della pianura, quindi l'aria in prossimità dei pendii sarà più calda dell'aria in pianura e, per lo stesso effetto che si ha nelle mongolfiere, tenderà a salire verso l'alto seguendo il pendio stesso. Questo fenomeno è alla base della formazione delle brezze di montagna, il cui risultato, soprattutto nel periodo estivo e in presenza di abbondante vapore acqueo, è quello di favorire il movimento verticale dei volumi d'aria, quindi la formazione di nuvolosità associata alla cresta dei rilievi.

Fulvio Stel Unione Meteorologica del Friuli Venezia Giulia

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