Di nuovo celle a combustible domestiche

Idrogeno ad alta pressione


Con riferimento alla domanda "Celle a combustibile domestiche" posta nel gennaio 2007 vorrei sapere se un sistema del genere può essere immaginato per un fabbricato di nuova costruzione costituito da 50-100 alloggi. Esistono studi di fattibilità che mettano in conto oltre all'investimento iniziale anche i probabili costi per la manutenzione straordinaria? Come si configura da un punto di vista normativo un fabbricato autonomo dal punto di vista dei suoi fabbisogni elettrici (quindi non collegato alla rete nazionale elettrica)? Le celle a combustibile di questa taglia sono già commercializzate? C'è già una esperienza sul loro funzionamento nel tempo? Se la corrente è continua e non alternata cosa cambia per l'inquilino e per chi deve realizzare l'impianto elettrico? 

paolo barberis
13 agosto 2008

Ad oggi vengono costruite celle a combustibile della potenza da qualche kW fino a 100 MW. Esistono diverse tecnologie nell’ambito delle celle a combustibile e ciascuna viene utilizzata a seconda dell’applicazione a cui viene destinata e della potenza elettrica e termica che deve generare. Sicuramente esistono studi di fattibilità eseguiti da enti di ricerca, università e imprese private che hanno anche verificato sul campo l’attendibilità degli studi. Per certi tipi di celle (soprattutto a bassa temperatura) si può affermare con una certa sicurezza che  al momento la tecnologia è matura. Per quanto riguarda i costi di manutenzione, che vengono di solito calcolati percentualmente ai costi di investimento, però si è visto che al momento tale percentuale è maggiore del 7% per cui è abbastanza alta.

Si tratta a tutti gli effetti di centrali elettriche se pur di piccole dimensioni, per cui l'impianto dovrà sottostare alle normative vigenti in ambito di produzione di energia elettrica e termica, (per esempio se si superano i 50 kW termici è prevista la denuncia all’ISPELS). Inoltre poiché prevede l’uso dell’idrogeno dovrà sottostare anche alle normative che esistono in ambito della gestione di gas combustibili anche se al momento sembra che non esista una norma specifica ed esclusiva all’idrogeno. Si possono trovare in commercio celle a combustibile per ogni esigenza all’interno del range di potenza di cui sopra.

Giappone, Stati Uniti e in più piccola misura anche in Italia, hanno già una certa esperienza di funzionamento nel tempo di questi mecchinari.

La corrente continua non è un problema in quanto esistono delle particolari macchine elettriche anche molto diffuse (inverter) che eseguono, ad alti rendimenti, la conversione della corrente e della tensione da continua ad alternata.

Fabio Orecchini Facoltà di Ingegneria, Università "La Sapienza" di Roma
Keywords: energia e ambiente

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