Ad oggi vengono costruite celle a combustibile della potenza da qualche kW fino a 100 MW. Esistono diverse tecnologie nell’ambito delle celle a combustibile e ciascuna viene utilizzata a seconda dell’applicazione a cui viene destinata e della potenza elettrica e termica che deve generare. Sicuramente esistono studi di fattibilità eseguiti da enti di ricerca, università e imprese private che hanno anche verificato sul campo l’attendibilità degli studi. Per certi tipi di celle (soprattutto a bassa temperatura) si può affermare con una certa sicurezza che al momento la tecnologia è matura. Per quanto riguarda i costi di manutenzione, che vengono di solito calcolati percentualmente ai costi di investimento, però si è visto che al momento tale percentuale è maggiore del 7% per cui è abbastanza alta.
Si tratta a tutti gli effetti di centrali elettriche se pur di piccole dimensioni, per cui l'impianto dovrà sottostare alle normative vigenti in ambito di produzione di energia elettrica e termica, (per esempio se si superano i 50 kW termici è prevista la denuncia all’ISPELS). Inoltre poiché prevede l’uso dell’idrogeno dovrà sottostare anche alle normative che esistono in ambito della gestione di gas combustibili anche se al momento sembra che non esista una norma specifica ed esclusiva all’idrogeno. Si possono trovare in commercio celle a combustibile per ogni esigenza all’interno del range di potenza di cui sopra.
Giappone, Stati Uniti e in più piccola misura anche in Italia, hanno già una certa esperienza di funzionamento nel tempo di questi mecchinari.
La corrente continua non è un problema in quanto esistono delle particolari macchine elettriche anche molto diffuse (inverter) che eseguono, ad alti rendimenti, la conversione della corrente e della tensione da continua ad alternata.