Cristallo perfetto

Barriera antirumore

Un corpo in grado di assorbire alcune frequenze dello spettro visibile appare colorato. Se questo corpo fosse un cristallo perfetto e cioè privo di alcun difetto che possa diffondere la luce, risulterebbe ancora colorato?

5 agosto 2008

È necessario precisare che cosa s’intende quando si dice che un cristallo è colorato. Facciamo il caso del cristallo più semplice: una lastra di vetro (in realtà il vetro non è un cristallo in senso proprio, ma lo si può considerare equivalente agli effetti di questa discussione). Se il vetro è smerigliato, o graffiato, o semplicemente sporco, allora mi pare che non ci siano dubbi: si ha luce diffusa, e il vetro ci appare come sorgente secondaria. Quanto al colore, esso dipende dallo spettro della sorgente primaria che illumina il vetro, dall’assorbimento spettrale del vetro e dalla sensibilità spettrale del rivelatore (l’occhio). Questo è lo stesso meccanismo di base che ci fa dire che una fragola è rossa, una castagna marrone, e così via.

Veniamo ora al caso del vetro “perfetto”, privo di difetti che diffondano la luce, come potrebbe essere un vetro da finestra ben pulito. Guardando attraverso questo vetro si vedono le sorgenti primarie, o comunque la luce che proviene dall’altra parte. Se il vetro assorbe alcune frequenze, lo spettro sorgente apparirà alterato, come alterato sarà l’aspetto cromatico del paesaggio oltre il vetro (un po’ come se, alla televisione, si cambiasse la regolazione del colore). Si parla in questo caso di “filtri colore”, che possono essere neutri, come nel caso del comune vetro da finestra che agisce ugualmente su tutte le componenti spettrali, oppure selettivi, quando l’assorbimento non è uniforme. Sono selettivi ad esempio i cosiddetti “vetri colorati in pasta”, ottenuti aggiungendo particolari sostanze assorbenti alla massa vetrosa allo stato fuso. Per un vetro di questo tipo, l’essere colorato si traduce nel fatto che le cose viste attraverso di esso presentano una colorazione diversa da quella che si ha in visione diretta.

Idealmente però il filtro stesso, non diffondendo luce, non è un oggetto in senso ottico; neutro o selettivo, non se ne può quindi formare un’immagine: è solo un mezzo attraverso cui passa la luce, eventualmente modificata nello spettro. Accade allora che per segnalare la sua presenza si usino talvolta degli indicatori simbolici, come le decalcomanie che si vedono applicate su certe barriere antirumore (vedi foto).  Diversamente si rischia di non vedere l’ostacolo, come spesso fanno le mosche, che vanno a sbattere contro i vetri delle finestre.

Giuseppe Molesini Istituto Nazionale di Ottica Applicata (INOA), Firenze
Keywords: ottica

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