Nickel-free, nickel-safe

Orecchini

Vorrei sapere la differenza tra le diciture nickel-free e nickel-safe.

Desidererei conoscere se la differenza tra le terminologie in ambito di procedimento galvanico è semplicemente legata al fatto che nel nickel-free vi è la completa assenza del nichel, mentre nel nickel-safe, più comunemente detto antiallergico, vi è un rilascio controllato del nichel stesso?

luca spicchi
4 luglio 2008

A decorrere dal 1994 il Parlamento Europeo ha emanato una direttiva (94/27/EC) che limita la quantità di nichel che può essere assunto per contatto con oggetti contenenti Ni. Tale limite è fissato a 0.5 microgrammi per centimetro quadro di area di contatto per settimana di esposizione (contatto). Qualunque manufatto (come un gioiello, ad es., ma anche un prodotto cosmetico o qualsiasi altro bene che sia supposto essere stabilmente in contatto con la cute umana) che rispetti tale limite è detto nickel-safe. Ovviamente un manufatto può legalmente eccedere questo limite a condizione che l’eventuale contatto con la pelle sia saltuario. Un esempio è quello (purtroppo famoso) delle monete da 1 e 2 euro che, come riportato da Nature nel 2002, eccedono tale limite di più di 200 volte – ma che non sono state ritirate dato che si presume che il contatto delle monete con la pelle sia breve e occasionale.
L’espressione nickel-free sta viceversa ad indicare una sostanza che non contiene nichel. Ovviamente, dato che il concetto di concentrazione nulla non ha significato scientificamente, è meglio dire che un materiale o un composto è nickel-free se la concentrazione di Ni è inferiore alla soglia di rilevabilità analitica (tipicamente 0.1 - 0.2 parti per milione in peso, ovvero 0.1 - 0.2 mg Ni/kg). Si noti che mentre l’espressione nickel-free si riferisce ad una proprietà chimica della sostanza, l’espressione nickel-safe è collegata al modo di utilizzo e alla forma del manufatto, dipendendo dall’area di contatto dell’oggetto con la pelle.

Specifiche e ulteriori informazioni sul nichel, inclusa la sua tossicità e la sua diffusione nei prodotti industriali, possono essere ottenute gratuitamente dall’Istituto del Nichel, USA.

Dario Narducci Dipartimento di Scienza dei Materiali, Università di Milano Bicocca

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