Il riciclo del poliestere

Poliestere


salve lavoro in un'azienda che produce tessuti per l'arredamento e che eì molto sensibile al tema dell'cecologia.

produciamo un tessuto che e' 100 % poliestere (pensato in modo da non avere problemi di divisione delle materie prime durante il riciclaggio), possiamo indicare in etichetta il simbolo riciclabile al 100 %, c'e' un ente che autorizza all'uso di questo marchio?

Gianpaolo Prati
23 giugno 2008
Per poter dare una indicazione (spero) utile alla domanda occorre ricordare che i "marchi ambientali" presenti nel mercato UE derivano dalla "politica integrata di prodotto"  ovvero sul riconoscimento dell'importanza delle qualità ambientali dei prodotti e dei servizi, l'approccio di base di tale politica è quello del "ciclo di vita" (Life-Cycle Thinking, LCT) che trova nella LCA (Life Cycle Analysis) il principale strumento analitico.
 
Su tale approccio sono state emanate (e sono in fase di aggiornamento) le norme ISO della serie 14020 ed in particolare :
 
- la norma UNI EN ISO 14024 (marchio/dichiarazione di tipo I - come il marchio ECO-LABEL europeo, il "Cigno Bianco" scandinavo, l' "Angelo Blu" tedesco) il rilascio del marchio avviene previa verifica (da parte di ente pubblico o privato riconosciuto) dei criteri definiti per ogni prodotto/servizio (allo stato sono stati emessi criteri per 20 prodotti complessivamente inclusi prodotti tessili); la dichiarazione concerne l'intero "ciclo di vita" di un prodotto ovvero dalla sua produzione (estrazione delle materie/energia dal pianeta) al suo consumo (standard prestazionali) e gestione a fine vita (la riciclabilità pertanto non è l'unico criterio). Per l'Italia l'ente competente al rilascio di questo marchio è il Comitato Eco-label/Eco-Audit presso il Ministero dell'Ambiente.
 
 
  • Carta tessuto
  • Detersivi per lavastoviglie
  • Personal Computer
  • Detersivi per lavatrice
  • Ammendamenti
  • Detersivi per multiuso per superfici e per sanitari
  • Lavastoviglie
  • Detersivi a mano per piatti
  • Materassi
  • Lampadine
  • Computer portatili
  • Carta da copia
  • Pitture e Vernici per interno
  • Lavatrici
  • Tessili
  • Frigoriferi
  • Calzature
  • Materiali duri per pavimenti (Piastrelle ed altro)
  • Televisioni
e sono attualmente in corso di definizione i criteri per i seguenti gruppi di prodotto:
  • Aspirapolvere
  • Servizi turistici
  • Pneumatici
  • Mobilio
Sul sito del Ministero dell'Ambiente (www.minambiente.it) è agevole trovare la pagina web del comitato con le istruzioni per la richiesta di accreditamento e l'elenco dei laboratori accreditati in Italia per le verifiche tecniche. Si può consultare anche il sito www.ecolabelitalia.it ).
 
 
- la norma UNI EN ISO 14021 (marchio/dichiarazione di tipo II - ad esempio l'applicazione del marchio con Ciclo di Mobius - quello con le frecce unidirezionali che formano un circolo - o il Grune Punkt tedesco per gli imballaggi) si tratta di autodichiarazione del fabbricante per determinati aspetti ambientali come, per esempio, la percentuale di utilizzo di materiali di riciclo o, come per il caso in esame, la riciclabilità di un materiale. Trattandosi di autodichiarazioni non vi sono enti "certificatori" ma l'apposizione del marchio deve comunque avvenire nel rispetto dei criteri contenuti nella norma suddetta.
  
- la norma ISO 14025 (attenzione non è una norma EN nè UNI) (marchio/dichiarazione di tipo III - ad esempio il sistema EPD emesso dall'Agenzia Svedese SEMC - Swedish Environmental Management Council - ed esteso anche in altri paesi europei in quanto compreso nel progetto LIFE europeo, vedi www.intendproject.com, anche il SINCERT opera su tale sistema), questa tipologia di marchio volontario concerne la dichiarazione dell'esito di una LCA sul prodotto e la specificazione di ridotti impatti ambientali dello stesso - ad oggi esistono 120 EPD ovvero 10 criteri definitivi per altrettanti prodotti per l'apposizione del marchio.
 
 
- vi sono inoltre altri marchi non regolamentati con norme ISO (ma riconducibili alla norma ISO 14020 sulla modalità di effettuazione della LCA dei prodotti) quali l' Energy Star (riduzione consumi energetici in particolare nel settore elettronico), FSC (Forest Stewardship Council - per la produzione di cellulosa da coltivazioni "sostenibili" www.fsc-italia.it), Impatto Zero LifeGate (compensazione delle emissioni di CO2 per la produzione, www.impattozero.it) ) e, nel tessile, il "Confidence in Texitiles", emesso dall'Oeko-Tex (www.oeko-tex.com) anche se principalmente indirizzato alla assenza di sostanze nocive nei manufatti tessili.
Altri siti che possono interessare questi marchi sono il www.environdec.com,
 
Nel caso specifico della domanda direi che le possibilità possono essere da quello in autodichiarazione (ISO 14021) o, se ci sono le condizioni (sono stati emessi dei criteri specifici per il prodotto in questione) e si vuole affrontare la strada della certificazione, l'ecolabel (ISO 14024) o in alternativa quello dell'Oeko-Tex.
 
 
Cordiali Saluti
Marco Caldiroli Centro per la Salute Giulio A. Maccacaro (Castellanza - VA); Medicina Democratica Movimento di Lotta per la Salute ONLUS (Milano)

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