Utilizzando l'equazione che descrive la dinamica dell'atmosfera (equazione di Navier-Stokes, una generalizzazione del secondo principio di Newton per i fluidi) si può dimostrare che, in assenza di accelerazioni verticali delle masse d'aria, la pressione misurata in un punto al suolo equivale al peso per unità di superficie della massa della colonna d'aria sopra quel punto. In altre parole, in assenza di accelerazioni verticali dell'aria, tanto maggiore sarà la pressione in un punto, tanto maggiore sarà la massa d'aria sopra quel punto e, analogamente, le zone di alta pressione al suolo saranno zone sovrastate da molta aria mentre le zone di bassa pressione al suolo saranno zone sovrastate da meno aria.

Andamento della densità atmosferica sopra il Friuli Venezia Giulia nelle giornate del 2 marzo 2008 (linea rossa) e del 11 febbraio 2008 (linea verde). Nel primo caso la pressione al suolo era di 1022 hPa, nel secondo di 996 hPa. Le differenze nella pressione al suolo sono ascrivibili al fatto che la densita' dell'aria nella prima giornata era leggermente superiore alla densita' della seconda, almeno nei primi 10 km.
Il motivo per cui le zone di alta e bassa pressione al suolo sono fondamentali per comprendere la dinamica atmosferica (quindi per poter fare le previsioni del tempo) è che, essendo l'atmosfera un mezzo continuo, esattamente come accade nei pozzi comunicanti per l'acqua, l'aria cercherà di allontanarsi dalle zone di alta pressione (tanta aria) per raggiungere le zone di bassa pressione (poca aria). È per questo motivo che, a ragione, le zone di alta e bassa pressione vengono anche indicate come i “motori” della circolazione atmosferica. In generale, comunque, l'individuazione delle zone di alta e bassa pressione non consente di comprendere facilmente come si svilupper' il movimento
Per saperne di più è possibile leggere anche la risposta
Nubi sulle zone di
bassa pressione
Fulvio Stel
Unione Meteorologica del Friuli Venezia Giulia