Sono in corso (in diverse Università e al CNR) diverse ricerche per la "messa a punto" di microbruciatori catalitici portatili per la produzione di calore e/o energia.
In un certo senso possono essere paragonati alle batterie al Litio ma alimentate da idrocarburi o da ammoniaca, o meglio dalla scissione degli idrocarburi prima del loro utilizzo, sul genere delle celle per la sintesi di idrogeno da idrocarburi (una delle tecniche in fase di studio per la realizzazione di "auto ad idrogeno").
I microbruciatori sono considerati come una delle possibili modalità di generazione diretta di energia elettrica tramite idrogeno a sua volta ottenuto da decomposizione dell'ammoniaca o da reforming di idrocarburi.
Questa osservazione evidenzia che si tratta di macchine che utilizzano idrogeno ma non costituiscono la "soluzione" del problema della produzione dell'idrogeno per fini energetici.
Come è noto l'idrogeno (che è un vettore energetico e non una fonte energetica) potrà contribuire efficacemente alla riduzione degli impatti ambientali dei cicli energetici solo quando la sua produzione sarà possibile mediante fonti rinnovabili (es. elettrolisi dell'acqua con energia solare), fino ad allora l'ottenimento dell'idrogeno da fonti non rinnovabili (idrocarburi) non determinerà significativi miglioramenti ambientali generali (per esempio, l'inquinamento da prodotti della combustione che non verrà prodotto nelle città con auto a idrogeno verrà prodotto, in misura inferiore ma ancora significativa, nei luoghi ove gli idrocarburi sono trattati per la produzione di idrogeno) e non migliorerà la condizione di dipendenza dai produttori di petrolio.
Nella prospettiva di una "economia all'idrogeno" è ovviamente opportuno e importante studiare e mettere a disposizione apparati che funzionino ad idrogeno, il problema (sotto il profilo della attesa di riduzione degli impatti ambientali) rimane quello delle modalità di produzione del combustibile idrogeno.
In ogni caso la scala ridotta dei microbruciatori permetterà di estendere i benefici dell'economia all'idrogeno ad apparati ridotti e portatili (computer, telefonini ecc) come pure potranno rappresentare fonti autonome per apparati montati su altri mezzi come i condizionatori delle auto.
La scala ridotta però pone molti problemi in termini di materiali e di controllo dei processi chimici e termici, sistemi che devono resistere a temperature elevate, avere basse perdite di carico, elevati rendimenti nelle reazioni chimiche (quindi corrispondenti materiali catalitici), bassa produzione di prodotti della combustione (ossidi di azoto).
Come detto gli studi sono agli inizi ma sono anche numerosi.
Marco Caldiroli
Centro per la Salute Giulio A. Maccacaro (Castellanza - VA); Medicina Democratica Movimento di Lotta per la Salute ONLUS (Milano)