Salve, mi hanno regalato una padella - si chiama Echo - prodotta dalla IPAC srl che pare (è scritto sulla scatola!) essere la prima padella di acciaio rivestita di "Quarzo" e di "Nano silicone Exdura nano brevettato TM" e quindi viene pubblicizzata sia come antiaderente che antigraffio. L'ho provata una volta sola ed al momento confermo entrambe le qualità.
Però, incuriosita, ho cercato su Internet qualche informazione su tale nuovo materiale ma non ne ho trovate, di nessun tipo, ne scientifiche ne commerciali.
Vorrei sapere almeno se tale "miracoloso" nuovo materiale non è potenzialmente dannoso per la salute: all'aspetto non somiglia affatto al solito rivestimento in teflon, ne ad altro tipo di materiale (somiglia, assai vagamente, ad una pietra lavica levigata).
Ne sapete qualcosa?
Vorrei evitare di star cucinando in una padella che poi magari si scopre dannosa più del teflon! grazie mille
L’acciao con rivestimenti antigraffio ed antiaderenti rappresenta una buona soluzione per la cottura: l’acciaio inossidabile è infatti un materiale ideale per quanto attiene a proprietà di trasporto del calore e di inerzia alla corrosione, ma “soffre” del problema dei graffi e della forte affinità per I materiali umidi, che si “incollano” alla sua superficie levigata. L’accoppiamento col teflon, il classico materiale antiaderente, è oggi guardato con qualche sospetto nelle applicazioni di cottura, da quando si è dimostrato che il teflon, se riscaldato oltre I 250-280°C (cosa che succede “abbandonando” la pentola sul fornello senza condimenti o nulla da cuocere) sprigiona gas tossici e cancerogeni.
Il quarzo è un materiale inerte per antonomasia ed è costituito da cristalli di ossido di silice puri, fonde oltre I 1700°C e dunque è molto stabile: ma è anche costoso e un po’ fragile.
Il silicone è invece una gomma sintetica, in buona misura inerte, tanto che trova ampio impiego nel campo biomedico (ad esempio, nella costruzione delle protesi). Recentemente è stato “adattato” alle applicazioni alimentari, attraverso la proposizione di stampi per dolci da forno, che sfruttano la naturale antiadisività della gomma e la sua estensibilità, nonchè la sua relativa capacità di matenere la forma.
Anche per queste applicazioni il silicone ha superato i più rigorosi test, dimostrando di essere inerte ed inattivo, quindi sicuro. Come per il teflon, comunque, qualche sospetto comincia ad agitarsi anche per il silicone, se lasciato “cuocere” ad oltre 300°C.
La soluzione di disperdere quarzo e silicone sulla superficie dell’acciao in forma di microparticelle (nanoparticelle) rappresenta una risposta a questo piccolo limite: in questa forma il silicone rimane inglobato nella matrice e diventa più stabile, mentre la pentola continua a condurre il calore con grande efficienza.
Comunque, nessun rischio dall’impiego della nuova pentola, giacchè il rivestimento antigraffio ed antiaderente è interno e dunque a contatto coi sughi e I condimenti, che non superano mai le temperature di 100-150°C.