Il petrolio è una complessa miscela di composti organici, principalmente
idrocarburi, formatasi nel corso di milioni di anni dalla lenta
trasformazione di residui di piante ed animali rimasti sepolti in strati
sotterranei.
Data l’estrema complessità del cocktail di composti organici presenti in
un petrolio naturale è certamente impossibile ricreare in laboratorio un
“petrolio sintetico” in senso stretto. Tuttavia se “petrolio” è sinonimo
di “benzina”, la risposta può anche essere positiva. Infatti a partire
dal metano o dal carbone si può ottenere con relativa facilità una
miscela di ossido di carbonio ed idrogeno (gas di sintesi) che in
presenza di opportuni metalli (catalizzatori) viene trasformata appunto
in “benzina sintetica”, cioè in una miscela di idrocarburi liquidi
identica a quella che si ottiene dalla raffinazione del petrolio.
Produrre benzina sintetica con questo processo, chiamato
“Fischer-Tropsch”, è sicuramente più costoso che raffinare il petrolio
naturale, ma, col crescere del costo del barile, la reazione di FT
potrebbe divenire ad essere competitiva. In tempi di necessità lo è già
stata ed i tedeschi la utilizzarono ampiamente nel secondo conflitto
mondiale per produrre benzina da carbone dato il totale blocco bellico
alle importazioni di greggio verso i paesi dell’Asse.