Vorrei capire la seguente differenza fra gimnosperme e angiosperme: perché è un vantaggio evolutivo che le angiorperme abbiano i semi dentro i frutti? Perché il frutto contiene nutrienti utili al seme o perché viene mangiato dagli animali che così trasportano i semi a distanza?
Il seme deriva, nella sua parte più importante che è l'embrione, da un processo di gamia (unione) tra l'ovocellula e il gamete maschile portato dal polline. Se l’embrione è la parte più importante del seme, non bisogna dimenticare che le altre strutture, che lo compongono, sono fondamentali. Di tali strutture alcune servono come fonti di sostanze nutritive, altre come mezzi di protezione contro le lesioni meccaniche, altre ancora per la disseminazione. Il seme può rimanere quiescente, anche per parecchi anni, finché non si creano le condizioni adatte a farlo germinare. Il seme quindi ha permesso alla Spermatofite (piante con seme) un’enorme diffusione su tutta la Terra, compresi gli ambienti più sfavorevoli.
Nelle Angiosperme nella fase che intercorre tra la fecondazione e il distacco del seme dalla pianta, l’embrione viene nutrito ancora dalla pianta madre; dopo il distacco, l’embrione cresce e si sviluppa utilizzando le riserva accumulate nel seme. Nelle Gimnosperme invece, l’ovulo impollinato, si distacca dalla pianta madre prima che avvenga la fusione tra ovocellula e il gamete maschile (fecondazione), cosicché zigote ed embrione si sviluppano nel seme immaturo, caduto a terra. In questa fase l’embrione risulta più esposto al rischio di non riuscire a maturare.
Nelle Angiosperme il diverso sviluppo dei tegumenti che avvolgono il seme, che possono diventare carnosi o trasformarsi in espansioni alari, danno origine ad una variabilissima morfologia di frutti. È questo il vantaggio della Angiosperme, che hanno potuto e possono sfruttare diversi veicoli, quali il vento (disseminazione anemocora), l’acqua (disseminazione idrocora) e gli animali (disseminazione zoocora) per portare lontano i semi. Nelle Gimnosperme i semi (pinoli) sono provvisti di piccole ali, che ne favoriscono l’allontanamento dalla pianta mediante il vento, anche se esistono rari casi (Ginepro, Tasso, Ginkgo), nei quali il tegumento che avvolge l’ovulo diviene carnoso, sfruttando così gli animali per la loro propagazione.
Il vantaggio delle Angiosperme nei confronti delle Gimnosperme è quindi da attribuirsi sia alla maggiore protezione dei semi, sia ad una più facile diffusione degli stessi sfruttando un maggior numero di accorgimenti e quindi di veicoli.
Per quanto riguarda la natura dei nutrienti invece ciascun seme possiede nutrienti adeguati, quindi non mi risulta che un gruppo sia svantaggiato o avvantaggiato rispetto all’altro.