Moto browniano e globuli rossi

Globulo rosso

Vorrei sapere se i globuli rossi del sangue sono soggetti al moto browniano.


Michele Ramondino
19 marzo 2008

Il contributo del moto browniano al comportamento dei globuli rossi all’interno dei vasi in cui scorre il sangue non è rilevante.

Com’è noto le particelle che si muovono secondo il moto browniano formano traiettorie irregolari in cui ogni punto del percorso è indipendente dagli altri punti. Il moto browniano è comunemente osservabile nelle sospensioni colloidali composte da particelle di soluto con dimensioni comprese tra 1 nm e 1 micron. La dimensione del soluto contribuisce in maniera consistente alla formazione del moto browniano: più piccole sono le particelle e maggiore sarà la tendenza ad assumere traiettorie erratiche.

Il sangue presenta proprietà colloidali ma per individuare dinamiche di tipo browniano bisogna considerare le dimensioni delle singole particelle e le altre forze che agiscono sul sangue in movimento nei vasi. I globuli rossi umani presentano dimensioni medie di 8 micron, di poco superiori a quelle previste per i soluti sospesi nei colloidi, per cui è ragionevole pensare che il moto browniano non sia il modello più adeguato a spiegare il comportamento dinamico di queste cellule del sangue. Infatti, se si osservano i globuli rossi immersi nel sangue che circola nei vasi, si nota che questi tendono a ruotare su se stessi e ad allinearsi lungo l’asse del vaso assumendo un comportamento abbastanza regolare. Quest’allineamento dipende principalmente dal peculiare movimento del sangue il quale scorre lungo il vaso come un insieme di lamine fluide che scivolano l’una sull’altra con una velocità crescente dalla parete vasale verso l’asse centrale del lume.

I globuli rossi, comunque, presentano una certa tendenza a perdere il regolare allineamento assiale presentando spostamenti radiali di tipo erratico. Dati sperimentali indicano che, anche in questo caso, il moto dei globuli rossi non corrisponde a quello browniano e la variabilità osservata può essere spiegata in funzione della diversa velocità di scorrimento tra le lamine fluide adiacenti.

Anche quando il sangue è in quiete in una provetta, il comportamento dinamico dei globuli rossi non è caratterizzato dal moto browniano. In questo caso, infatti, gli eritrociti tendono ad aggregarsi e a sedimentare sotto l’azione della forza gravitazionale che prevale su qualsiasi altra forma di sollecitazione dinamica incluso il moto browniano.

Antonino Casabona Dipartimento di Scienze fisiologiche, Università di Catania
Keywords: fisiologia

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