Relatività galileiana e luce

Luce

Perché per la luce non è possibile applicare il principio di relatività galileiana?

Gianfranco Sebastiani
12 febbraio 2008
Secondo il principio di relatività galileiano le velocità di corpi in moto relativo si sommano vettorialmente. Questo significa per esempio che, rispetto ad un osservatore fermo sulla terra, la velocità di una persona che cammina su un areo in volo è la somma della velocità dell'aereo e della velocità della persona rispetto all'aereo (supponendo che si muovano entrambi nella stessa direzione). Se cercassimo di applicare questo principio a un raggio di luce laser emesso nella direzione di moto dell'aereo, dovremmo concludere che la velocità del fascio di luce, rispetto all'osservatore al suolo, sarebbe uguale alla somma della velocità della luce più la velocità dell'aereo, cioè sarebbe superiore alla velocità della luce. Ma tutte le esperienze ci hanno dimostrato che la velocità della luce è sempre la stessa in qualsiasi sistema di riferimento. Ne segue che il principio di relatività galileiano porta a una contraddizione con l'esperienza sperimentale. È nel tentativo di superare questo paradosso che Einstein arrivò a formulare la relatività ristretta.
Loriano Bonora Settore di Teoria delle Particelle Elementari, SISSA, Trieste

© Copyright SISSA - Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati - Trieste (Italy) - 2001-2011