Il diaspro non è una roccia magmatica, non deriva cioè dalla solidificazione di un liquido magmatico.
Il diaspro si origina per la deposizione sul fondo marino di microorganismi con guscio siliceo, come i radiolari (radiolariti) o le diatomee (diatomiti) e successiva compattazione e può essere quindi considerato come silice microcristallina.
Il diaspro è quindi una roccia sedimentaria.
La sua colorazione è variabile, lo troviamo con colore rosso (diaspri) e in questo caso la colorazione è dovuta a sottili lamelle di ematite (ossido di ferro), oppure gialla per la presenza di ossidi di manganese o verde (ftaniti) per inclusioni di anfiboli o pirosseni (silicati calcio-ferromagnesiaci).
Il diaspro si presenta compatto con elevata durezza e frattura concoide. Queste sue caratteristiche, che lo rendono molto simile a quelle della selce (origine per precipitazione chimica od organogena della silice), hanno fatto sì che venisse utilizzato per la costruzione di utensili e per scopi decorativi date le sue belle colorazioni.