È possibile creare una nuvola in casa? Mi spiego, tutto nasce dalla volontà di stupire una persona cara che vorrebbe ricevere in dono una nuvola ma lo ritiene un'utopia. È veramente così o è possibile ricreare una nuvola e chiuderla in un contenitore ed ammirarla? Grazie
Le nubi sono il risultato della condensazione del vapore acqueo, condensazione che ha luogo quando, per vari motivi, in un volume d'aria si viene a trovare più vapore acqueo di quanto ce ne possa stare in base alla sua temperatura. Parte del vapore acqueo, in questo caso, deve condensare dando origine a delle microscopiche goccioline d'acqua, del diametro di alcune decine di micrometri (millesimi di millimetro), cioè a una nube. Per loro stessa natura, quindi, le nubi sono la manifestazione di una situazione atmosferica instabile e rappresentano la controparte visibile di quel meccanismo che cerca di riportare nuovamente l'atmosfera in uno stato di equilibrio.
Proprio per questo motivo le nubi non possono che essere dei fenomeni transitori, sempre caratterizzate da una durata limitata nel tempo, a meno che la causa dell'instabilità atmosferica non venga in qualche modo sostenuta e si protragga a lungo nel tempo. Si possono dunque realizzare “nubi in bottiglia”, mediante dispositivi di dimensioni contenute, ma queste nubi non potranno persistere a lungo, in quanto i dispositivi di ridotte dimensioni e di semplice costruzione mal si conciliano con la necessità di protrarre le condizioni di instabilità all'origine della formazione delle nubi. Vediamo comunque in dettaglio quali sono i meccanismi che portano alla formazione delle nubi reali, in modo da individuare quale possa essere il dispositivo più adatto per riprodurre questo meccanismo a scala ridotta.
Il
primo e più semplice meccanismo, anche se raramente presente
nelle nubi naturali, è quello del miscelamento di un volume
d'aria caldo-umido con uno più freddo. Il mescolarsi di
queste due masse d'aria caratterizzate da proprietà fisiche
molto diverse tra di loro, può provocare la condensazione del vapore acqueo. Sono poche le nubi naturali che si formano con questo meccanismo, mentre
tutte le scie prodotte dagli aerei hanno questa origine.
Riprodurre in “bottiglia”, o comunque in “ambito
domestico”, questo tipo di nubi è relativamente facile,
basta avere una pentola a pressione e, quando è in funzione,
farla sfiatare usando l'apposita valvola (prestando attenzione a non
scottarsi!). Il risultato è una vera e propria scia di
condensazione, analoga a quelle prodotte dagli aerei a reazione. Provando a rifare l'esperimento all'aperto (un terrazzo va benissimo,
soprattutto quando la moglie non è nei paraggi -ndr) in
diverse condizioni meteorologiche (ad esempio in giornate “fredde e
secche” o “fredde e umide”)si potranno ottenere
diversi tipi di “scie di condensazione” (rispettivamente “poco
appariscenti” nelle giornate fredde e secche e “molto
appariscenti” in quelle fredde e umide) pur se le temperature
d'esercizio della pentola sono le stesse e, a parità di freddo
esterno, sarà la stessa anche la temperatura finale del
miscuglio dei volumi.
La differenza nel comportamento delle scie si spiega ricordando che nel caso delle giornate fredde e secche, parte del vapore acqueo fuoriuscito dalla pentola a pressione potrà comunque restare nello stato aeriforme anche all'esterno, proprio in virtù del poco vapore preesistente in aria. Nelle giornate molto umide, al contrario, gran parte del vapore uscito dalla pentola non potrà restare nello stato aeriforme in quanto l'aria esterna è comunque quasi satura e il vapore sarà costretto a condensare rendendo molto ampia e persistente la scia. Se non vogliamo utilizzare le pentole a pressione, possiamo rifare la stessa esperienza utilizzando il “fumetto” che emettiamo in inverno quando respiriamo all'aria aperta, anch'esso, a tutti gli effetti, una nube analoga alle scie di condensazione.
Il
secondo meccanismo che prenderemo in considerazione, più
complesso ma anche molto più efficiente, si basa sul
raffreddamento dei volumi d'aria mediante la loro espansione. Questo
meccanismo, che tra l'altro è lo stesso utilizzato nei
frigoriferi per produrre il freddo, trova la sua più
spettacolare realizzazione nelle nubi cumuliformi e in particolare in
quelle temporalesche. In queste nubi, infatti, il movimento verticale
di un volume d'aria provoca una rapida espansione della massa, quindi un
rapido raffreddamento e la conseguente condensazione del vapore
acqueo in esso contenuto (a titolo d'esempio un volume d'aria secca
si raffredda di 1 °C sollevandosi di 100 m). La condensazione del
vapore produce il rilascio del calore latente di evaporazione (circa
600 Cal vengono liberate durante la condensazione di 1 kg d'acqua),
aumentando la temperatura del volume sollevato rendendolo così
più caldo dell'ambiente esterno, quindi più leggero,
pertanto soggetto ad una spinta verso l'alto analoga a quella
sperimentata dalle mongolfiere. Questa spinta verso l'alto (detta
spinta di Archimede), alimenta ulteriormente i moti verticali, quindi
l'espansione dei volumi sollevati, il loro raffreddamento e la
successiva condensazione. Nubi di questo tipo sono un po' più
difficili da riprodurre in bottiglia ma con un
po' di pratica si possono realizzare interessanti esperimenti per
mettere in luce i vari aspetti e peculiarità di questo
meccanismo.
Nubi prodotte in bottiglia a seguito del raffreddamento
dovuto all'espansione si possono osservare abbastanza frequentemente
nelle bottiglie di birra o di altre bibite gasate quando vengono
stappate. Se le bottiglie sono sufficientemente fresche, non appena
sono stappate, mostrano vicino all'imboccatura una nuvoletta
costituita da minuscole goccioline formatesi per la rapida
depressione causata alla fuoriuscita del gas, la quale è
facilmente riconoscibile dal classico soffio sordo che segue allo
sgancio del tappo.
Un dispositivo relativamente semplice da
costruire permette di mostrare in maniera chiara quale sia la reale
efficienza del meccanismo e le modalità d'azione dello stesso.
Il dispositivo si basa sull'utilizzo di una bottiglia riempita con
circa un dito d'acqua (serve ad aumentare in maniera artificiale il
contenuto di vapore acqueo all'interno della bottiglia) e deve essere
chiusa con un tappo (anche di sughero) forato in modo tale da
permettere l'inserimento nella bottiglia di un tubicino di gomma
della lunghezza di circa mezzo metro. Prima di provare a realizzare
la nube è necessario adottare un piccolo accorgimento, cioè
quello di far entrare nella bottiglia il fumo di un fiammifero (il
perché sarà chiaro tra poco). Per far entrare il fumo
del fiammifero nella bottiglia basta risucchiare un po' d'aria dalla
bottiglia mediante il tubicino (creando una depressione nella stessa)
e portando il tubicino vicino al fiammifero, riaprendolo vicino al
fiammifero per “risucchiare” il fumo. A questo punto, dopo aver
fatto entrare l'aria del fiammifero nella bottiglia, basta soffiare
aria all'interno della bottiglia (aumentando la pressione all'interno
della stessa) tappando rapidamente con le dita il tubicino e, dopo un
attimo, rilasciando aperto il tubicino.
La rapida fuoriuscita
dell'aria dalla bottiglia crea una depressione all'interno, quindi un rapido raffreddamento e la conseguente
condensazione del vapore in esso contenuto. Ovviamente, per quanto
sopra detto, la nube così formata non potrà persistere
a lungo. L'esperimento può essere riprodotto, ovviamente, non
appena la nube si sia dissipata, anche se dopo un po' di prove può
accadere che la nube non si formi. Per ovviare a questo fatto basta
rimettere all'interno della bottiglia un po' di fumo di fiammifero.
Il fumo del fiammifero, infatti, è costituito da piccole
particelle (diametro dell'ordine di qualche millesimo di millimetro)
che fungono da “nucleo di condensazione”, cioè facilitano
la condensazione del vapore acqueo fornendo una superficie
microscopica come base per la costituzione delle goccioline d'acqua.
Particelle di questo tipo sono naturalmente presenti anche nelle
masse d'aria reali ed anzi, senza di esse, le nubi non potrebbero
formarsi, almeno così come le vediamo in natura. Le nubi che
riusciamo a formare in questo modo nella bottiglia, però,
oltre a durare poco, non sono soggette a nessun movimento verticale,
a differenza di quanto accade nelle nubi reali in natura.
Per mettere in luce anche il movimento verticale delle nuvole, dovuto alla spinta di Archimede, si può escogitare un piccolo trucco, questa volta però utilizzando una brocca d'acqua tiepida e un bicchierino di latte freddo (meglio se appena tolto dal frigorifero). Il latte freddo, lasciato cadere lentamente nella brocca d'acqua tiepida, si troverà immerso in un ambiente fluido più caldo e quindi più leggero, pertanto sentirà agire su di sé una spinta di Archimede verso il basso (esattamente l'opposto di quanto accade nelle nubi in atmosfera) dando così origine a una nube capovolta. In questo modo, con un po' di pratica, si possono creare “nubi alla rovescia” che riproducono molto fedelmente le morbide volute osservabili nelle nubi cumuliformi estive. Questi esperimenti condotti con liquidi miscibili a diverse densità, oltre ad essere indubbiamente affascinanti, in passato sono stati realizzati anche nei laboratori di ricerca, rivelandosi molto utili per comprendere l'azione sui fluidi della spinta di Archimede.