Note e accordi

Auditorium La Philarmonie di Parigi

Gradirei conoscere perché alcune note musicali si accordano con altre e con altre no. Per esempio nella tonalità di do maggiore gli accordi sono: do-mi-sol, do-fa-la, si-re-sol. Esiste una base matematica a giustificazione di questa concordanza?

Antonino Palumbo
16 novembre 2007

I suoni della musica sono fatti di suoni: accanto al suono fondamentale, la cui frequenza determina l’altezza della nota, sono presenti nel suono complessivo altri suoni parziali (detti armonici) le cui frequenze sono multiple della frequenza fondamentale. In termini di note, se la nota complessiva è un Do, i primi armonici sono, nell’ordine, il Do all’ottava superiore, il Sol, il Do alla doppia ottava, il Mi e il Sol. Dunque, come già notò il musicista e teorico musicale Jean-Philippe Rameau all’inizio del XVIII secolo, gli armonici di una nota comprendono la triade maggiore composta dalla fondamentale, la terza maggiore e la quinta. In particolare, il Do contiene la triade Do-Mi-Sol qualunque sia l’ordine delle note (per usare una espressione del lessico musicale, qualunque sia il rivolto dell’accordo). Lo stesso vale naturalmente, in particolare, per il Fa e per il Sol.

Di conseguenza, la tre note della triade maggiore stanno bene insieme (sono consonanti) perché non producono fastidiosi battimenti e asprezze con gli armonici della nota fondamentale.

 


Gianni Zanarini Dipartimento di Fisica, Università di Bologna
Keywords: musica e scienza

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