Quando il caffè non esce

Dai grani al caff

Vorrei sapere se bagnare il fondo della caffettiera quando il caffè non esce sia solo una di quelle tante credenze popolari oppure c'è un motivo fisico che spiega il fatto che questo caffè riesca alla fine a venir fuori?

Roberto
2 novembre 2007

Il meccanismo osservato dal lettore avviene effettivamente, e il fenomeno di blocco del passaggio del caffè, nelle macchinette tipo moka express, si presenta in genere quando la polvere di caffé nel cestello è troppa ed eccessivamente pressata. Però direi che non sia tanto una questione di bagnare la base della macchinetta, quanto di raffreddarla. La domanda mi è stata posta da più parti ma, pur avendoci pensato a lungo, non sono mai riuscito a formulare un'ipotesi che fosse veramente soddisfacente e non incontrasse valide obiezioni. Dunque non credo di potermi avventurare in una risposta definitiva. Certo il fenomeno ha a che fare con l’eccessiva resistenza incontrata dall’acqua nel cercare di attraversare uno strato di caffè eccessivamente compattato e compresso, soprattutto se è macinato molto finemente e dopo che è stato bagnato dalla prima acqua che sale. Si formerebbe cioè una specie di tappo che, bloccando il liquido, costringe il sovrastante vapore sotto pressione a sfogare attraverso la valvola di sicurezza (o eventualmente lungo il perimetro della guarnizione in gomma, nel caso questa non fosse stata stretta a dovere o fosse sporca di residui di caffè). La pressione del vapore diverrebbe allora insufficiente a spingere il liquido su per il cilindretto che pesca al suo fondo. La parte difficile viene adesso: perché un leggero raffreddamento avrebbe l’effetto di rimettere in azione la macchinetta? Forse una leggera contrazione della massa indurita del caffè, col risultato di facilitare almeno in parte il passaggio attraverso i fori del cestello? Forse una contrazione della parte inferiore della macchinetta, in modo che la tenuta della guarnizione divenga più efficace? Forse una variazione nel comportamento della valvola di sicurezza, che diviene meno cedevole? Altro ancora? Credo che soltanto un accurato esame sperimentale delle circostanze, variando ora l’uno ora l’altro dei parametri in gioco, possa aiutare a formulare una risposta adeguata. Purtroppo, non ho mai avuto il tempo e la voglia di dedicarmi a questa sperimentazione e mi auguro voglia provarci il lettore.

Andrea Frova Dipartimento di Fisica, Università di Roma "La Sapienza"

© Copyright SISSA - Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati - Trieste (Italy) - 2001-2011