L'oro della fede

Superficie di una pellicola d'oro

Volevo sapere se ci sia modo che l'oro della mia fede venga alterato nel tempo, cioè se ci sono detersivi o solventi o sostanze chimiche che potrebbero alterare in qualche modo l'oro.

Rebecca Wilson
15 settembre 2007

La maggior parte dei gioielli d’oro, comprese le fedi, non sono fatte di oro puro, ma da leghe di metalli in cui l’oro costituisce la percentuale più consistente. Insieme a questo elemento ci possono essere argento, palladio e rame. In alcuni casi anche cobalto e alluminio, per ottenere gioielli con colorazioni diverse. L’esatta composizione chimica dei gioielli che acquistiamo però non è sempre nota, soprattutto perché la bellezza di questi oggetti è legata anche alla composizione chimica, oltre che al segreto della lavorazione di questi metalli.

Tuttavia la resistenza delle leghe usate in gioielleria, le cui proprietà sono note da oltre duemila anni, è elevatissima. Non è un caso che giungano a noi, quasi intatti, gioielli d’oro dell’epoca etrusca e romana. L’oro è praticamente incorruttibile, non si ossida, non reagisce agli acidi né alle basi, è resistente al calore. Ci sono però alcune eccezioni: l’acqua regia (una soluzione di acido nitrico e cloridrico), che è in grado di dissolvere l’oro, e il mercurio, che tende a formare con l’oro un amalgama, ovvero una lega. Nella pratica è molto difficile che si venga a contatto con queste sostanze (eccetto nel caso che si rompa un termometro e il mercurio contenuto all’interno fuoriesca!), quindi l’unico altro problema può essere l’usura. Nel tempo, per il continuo sfregamento, anche i gioielli possono consumarsi, anche se l’uso di leghe metalliche al posto dell’oro puro ha proprio la funzione di aumentare la durezza, e quindi anche la resistenza, di anelli e altri oggetti simili.

Per approfondire:

Mark Grimwade, Arricchimento superficiale delle leghe d’oro per gioielleria. Doratura per impoverimento, "Gold Technology", n.26 (1999)

Oro, Wikipedia

Valentina Domenici Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale, Università di Pisa
Keywords: chimica inorganica

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