Nel parco di Monza ci sono diverse querce tuttora vive e vegete che, nel corso degli anni, sono state chiaramente colpite da fulmini durante temporali estivi. Le tracce sono evidenti sul tronco che presenta una striscia scortecciata, larga circa 10 cm, dalla base dell'albero fino ai rami più alti. Tutte queste tracce hanno un andamento a spirale attorno al tronco stesso, e non, come sembrerebbe più logico, un andamento verticale alto-basso.
Esiste una spiegazione del perché il fulmine non abbia scelto il percorso più breve alto-basso e quindi verticale?
Tra l'altro su due querce vicine, colpite da fulmini in anni diversi, le spirali hanno sviluppi asimmetrici.
Ringrazio di eventuali risposte.
Il percorso dei fulmini segue sempre la linea di minor resistenza, per questo motivo, in generale, quando un fulmine colpisce un albero la corrente fluisce interessando delle zone della pianta situate immediatamente sotto la corteccia chiamate dai botanici "cambio" (meristema) e "libro" (floema). Questo avviene perché queste aree concentriche sono generalmente ricche di acqua e sali minerali. Ora, in genere, nella loro crescita le piante non si muovono solo verticalmente ma possono anche ruotare su se stesse (ovviamente molto lentamente). Questa lenta rotazione, alle volte in un senso, alle volte in un altro, alle volte prima in un senso e poi nel senso opposto, prende il nome di "trofismo della pianta" e non è ancora chiaro (almeno allo scrivente) quali siano le sue utilità nè per la singola pianta, nè per la sopravvivenza della specie. Fatto sta, comunque, che questo lento movimento delle piante attorno al proprio asse verticale impone un verso privilegiato di rotazione alle fibre e ai canali linfatici del tronco. Il fulmine che colpisce una pianta, quindi, seguirà in generale i canali linfatici in quanto questi offrono la minor resistenza al passaggio della corrente. La linfa, per effetto Joule, si riscalderà quasi istantaneamente fino al punto di evaporare, quindi si avrà una vera e propria esplosione della zona di "cambio" e "libro" interessata dal passaggio della corrente. In definitiva i fulmini lasciano sugli alberi delle scalfitture che, alle volte, sono spiraleggianti in quanto sono gli alberi stessi che nella loro crescita, alle volte, spiraleggiano.
Bisogna anche precisare che esiste una casistica molto articolata di danni prodotti dai fulmini agli alberi. Questa casistica va dalla totale esplosione degli alberi al fatto, comunque raro, di lasciarli quasi totalmente illesi come è stato osservato in situazioni nelle quali il tronco era totalmente ricoperto da acqua piovana e il fulmine ha trovato, nel suo percorso verso la terra, molto più conveniente il fatto di scivolare esternamente alla corteccia.