L'enigma del cielo azzurro

L'enigma del cielo azzurro

Ho letto con molto interesse  "L'enigma del cielo azzurro" che mi ha dato un'idea della complessità del problema che comunque ritengo - dalle conclusioni dello studio  - sia ormai chiarito definitivamente.

Quindi sappiamo, se non ho capito male, che cielo sereno è, oserei dire "per definizione", azzurro.

Allora vi chiedo perché ormai da tempo qui a Firenze ed in Italia il cielo sereno (per sereno intendo privo totalmente di masse o corpi nuvolosi, cioè quello che comunemente si definisce cielo senza nubi ) è di un colore che si avvicina molto al bianco latte?

Ho provato a pensare che l'umidità dell'aria potesse contribuire a tale cambiamento, ma ho potuto verificare dai dati del LAMMA (Istituto meteo regionale) che l'umidità relativa dell'aria è, a cielo sereno, molto bassa nelle ore diurne (30-40 per cento) e si innalza (non sempre) durante le ore notturne al 70-80 per cento. 

Ho provato a pensare all'inquinamento dell'aria dovuto al traffico, ma non ritengo che i vari Pm10, PM 2.5, insomma il particolato

possa essere la ragione del cambiamento verso il bianco. Casomai - e questo l'ho potuto verificare personalmente - il particolato contribuisce a formare uno strato/cuscinetto di aria "scura" al di sopra dei tetti di Firenze, molto ben visibile guardando Firenze dalle colline nei dintorni.

Cos'è quindi secondo voi che rende i cieli di questo colore lattiginoso in pieno sole? Esiste un metodo diciamo matematico analitico (magari supportato dai rilevamenti satellitari) per identificare in maniera scientifica gli elementi  "estranei" (gassosi e/o corpuscolari) che alla luce delle teorie esposte nell'articolo sarebbero responsabili del mancato godimento di quel magico  "blu dipinto di blu" che non riesco più ad ammirare?

Nel complimentarmi per il sito invio i migliori saluti.

Giovanni Porcinai
26 agosto 2007

Cielo sereno e cielo azzurro sono, nell'immaginario collettivo, quasi sinonimi e, da un certo punto di vista, entrambi debbono essere considerati come una sorta di idealizzazione o dei casi limite. Infatti molti fattori possono contribuire a non rendere il cielo sereno (azzurro), sia legati a cause naturali che alle attività antropiche.
Un primo motivo per il quale il cielo può non essere azzurro è legato alla presenza di stratificazioni nuvolose in quota, indicativamente verso gli 8-12 km alle latitudini dell'Europa mediterranea. In genere queste stratificazioni si formano quando una massa d'aria calda scorre sopra una massa d'aria più fredda sollevandosi sino al punto di dar luogo alla condensazione. Queste stratificazioni sono solitamente molto stabili e, viste le basse temperature in cui si formano, sono costituite da cristalli di ghiaccio e hanno un aspetto traslucido (sono quasi trasparenti) o lattiginoso. In genere questo tipo di nubi, dette stratocirri, si forma in seguito all'avvicinarsi di un fronte caldo, cioè in un settore dell'atmosfera generalmente stabile, pertanto sgombero da nubi nei bassi strati. Proprio per questo motivo queste velature del cielo sono facilmente osservabili dal suolo. In queste situazioni capita che anche i contrails, cioè le strisce di condensazione formate dagli aerei a reazione, anziché dissiparsi tendano a espandersi contribuendo all'aspetto lattiginoso del cielo. E' evidente che sulle grandi città, sede di aeroporti internazionali o comunque prossime ai principali corridoi aerei, l'effetto dei contrails sia ancora maggiore e più frequente. Queste stratificazioni nuvolose sono generalmente molto sottili, rarefatte e sono più chiaramente riconoscibili all'infrarosso che nella banda del visibile. Proprio perché molto opache nell'infrarosso (cioè non lasciano passare la radiazione infrarossa) sono intensamente studiate, soprattutto quelle indotte dalle attività umane, in quanto possono avere degli effetti non trascurabili sui cambiamenti climatici favorendo il riscaldamento della parte bassa dell'atmosfera.
Un ulteriore motivo per cui il cielo non è perfettamente sereno è spesso legato alla formazione di foschie e caligini. La foschia e la caligine sono fenomeni legati alle emissioni, molto spesso di origine umana, di particelle molto piccole (dell'ordine dei decimi di millesimo di millimetro o poco superiori) quasi sempre legate alla combustione. Queste particelle tendono a diffondere la luce del sole riducendo di fatto la visibilità (il risultato è che non riusciamo a vedere gli oggetti lontani, come ad esempio le montagne o una torre) e “imbiancando” o ingrigendo il cielo. Queste particelle sono solitamente costituite da ossidi di Zolfo o comunque da sostanze che facilmente “attraggono l'acqua” (in termine tecnico si dicono “igroscopiche”), pertanto anche in situazioni di bassa umidità relativa riescono a ricoprirsi di acqua diventando delle piccolissime goccioline, aumentando così il loro potere di diffusione della luce. In genere queste particelle si accumulano nei bassi strati atmosferici, solitamente in condizioni di tempo stabile. La foschia può venire rimossa quando l'aria nei bassi strati si rimescola a causa del forte vento o a seguito di una forte pioggia. Queste le condizioni migliori per poter poter godere della vista di un cielo veramente azzurro.

Fulvio Stel Unione Meteorologica del Friuli Venezia Giulia
Keywords: meteorologia

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