Motore ad acqua?

Alla guida delleffetto serra

Ho trovato in rete il progetto di un motore ad acqua per automobili. Prima di tentare la costruzione vorrei sapere se è possibile che del vapore d'acqua (che viene chiamato ortoidrogeno) immesso nei cilindri del motore a una pressione di 30-60 psi possa davvero bruciare e produrre energia, grazie.

Aldo Conte
4 agosto 2007

L’acqua di per sé non può bruciare in quanto l’idrogeno legato con l’ossigeno all’interno della molecola d’acqua si trova nel massimo stato di ossidazione e non può essere ossidato ulteriormente (la combustione non è altro che un’ossidazione). Soltanto liberando l’idrogeno in forma elementare si può pensare di ossidarlo (bruciarlo) producendo energia termica o di ossidarlo con processi elettrochimici producendo direttamente energia elettrica e calore in appositi sistemi come le fuel cell (celle a combustibile).

Nello specifico caso oggetto della domanda, nelle esperienze realizzate in passato e che hanno portato alla diffusione del concetto ipotetico di “motore ad acqua” sono normalmente delle onde radio (anche se è noto che siano le onde elettromagnetiche ultraviolette ad essere utilizzate per rompere i legami chimici in quanto contengono l’energia necessaria) che, determinando l’eccitazione degli elettroni esterni, causano la rottura dei legami chimici intramolecolari, quindi la scissione dell’acqua in ossigeno e idrogeno. Quest’ultimo, che si può trovare in forma atomica o ionizzata, genera poi una combustione che può essere inserite in un ciclo termodinamico di un motore.

Il problema è che il bilancio energetico dei processi descritti è negativo; infatti, l’energia che si ottiene dalla fiamma, dal calore o dall'idrogeno prodotto è molto più piccola di quella che serve per generare il fenomeno. Questo essenzialmente perché è necessario usare un tensione molto alta per generare le onde elettromagnetiche che rompono i legami ossigeno – idrogeno rendendo disponibile l’idrogeno stesso per la combustione.

In sostanza, questo tipo di processo, benché realizzabile come esperienza di laboratorio, non presenta un vantaggio da un punto di vista energetico rispetto alla normale elettrolisi o ad altri processi per la produzione di idrogeno dalla scissione della molecola d’acqua.

Fabio Orecchini Facoltà di Ingegneria, Università "La Sapienza" di Roma
Keywords: ingegneria

© Copyright SISSA - Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati - Trieste (Italy) - 2001-2011