Da dove viene il sale di terra?

Quando mettere il sale in pentola

Nell'acqua marina il sale maggiormente diffuso è il cloruro di sodio e come tutti gli altri il grosso (tutto?) arriva al mare dai fiumi, quindi dalla terra ferma. Se escludiamo i giacimenti di salgemma, che in fondo non sono altro che i resti di un antico mare, mi sfugge quanto possa essere diffuso e quali siano le origini del cloruro di sodio "terrestre". Se, come credo, una parte è anche di origine biologica significa che prima dello sviluppo della vita sul nostro pianeta i mari dovevano essere leggermente meno salati (come NaCl)?

Vi ringrazio molto per l'attenzione.

Flavio Visentin
29 giugno 2007

Nell'acqua marina il sale proviene principalmente da due fonti:

1) L'acqua dei fiumi apporta sale, seppure in piccole quantità. La pioggia arriva ai fiumi passando attraverso il terreno e percolando tra le rocce. Poiché la pioggia è leggermente acida a causa del contatto con l'anidride carbonica in atmosfera, erode le rocce, dissolve alcuni dei minerali e li porta con sè (questo processo è chiamato weathering). Eventualmente quest'acqua con il suo apporto, minimo ma non nullo, di minerali raggiunge il mare. L'aumento annuale di sali dissolti ad opera dei fiumi è piccolissimo. Ci vorrebbero tra i 200 e i 300 millioni di anni per raggiungere i livelli di concentrazione attuali assumendo che il sale non venga consumato.

2) Poco piu' di 20 anni fa si è scoperta un'altra sorgente per il cloruro di sodio presente nei mari: gli hydrothermal vents, sorta di geyser sul fondo oceanico. L'acqua infatti, attraverso alcune crepe riesce a penetrare tra le rocce della crosta oceanica, si scalda a contatto con il magma, dissolve alcuni dei minerali che formano la crosta (tra cui il cloruro di sodio) e viene espulsa nuovamente nell'oceano come acqua calda arricchita in minerali. Simile a questo processo, i vulcani marini contribuiscono anch'essi per una piccola parte all'apporto di cloruro di sodio nel mare. Le correnti oceaniche poi fanno sì che il sale venga distribuito più o meno uniformemente dappertutto. Questo comunque non significa che non vi siano sostanziali differenze tra bacino e bacino o al variare della latitudine. Ad esempio l'oceano Atlantico è più salato dell'oceano Pacifico, perché sul primo piove di meno e il bilancio tra evaporazione e precipitazioni è a favore del primo termine (il contrario avviene nell'oceano Pacifico).

Gli oceani continueranno quindi a diventare più salati con il passare del tempo?
Probabilmente no. La concentrazione di sale ha raggiunto uno stato stazionario. I sali dissolti vengono rimossi dalla'acqua marina per formare nuovi minerali sul fondo degli oceani più o meno con la stessa rapidità (o forse, visto i tempi scala in azione si potrebbe dire con la stessa lentezza) con cui vengono immessi da fiumi e hydrothermal vents. Oggi si pone più attenzione al problema opposto: a causa del riscaldamento globale lo scioglimento dei ghiacci e le maggiori precipitazioni, soprattutto nelle regioni tropicali, sembrano indicare una tendenza verso il freshening, ovvero verso una (piccolissima) riduzione nella salinità marina, che è pari a circa il 3.5%.

Annalisa Bracco School of Earth and Atmospheric Sciences, Georgia Institute of Technology (USA)

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