Come mai lo specchio posto verticalmente inverte destra e sinistra e non alto con basso mentre posto orizzontalmente (ad esempio ai piedi di una persona) inverte alto con basso e non destra con sinistra?
Le figure rappresentano due situazioni in cui la superficie riflettente è rispettivamente verticale (come nei normali specchi da parete) e orizzontale (come negli specchi d'acqua tranquilli). È possibile vedere come possono essere enunciate regole indipendenti dall'orientazione della superficie dello specchio, che può essere qualunque (anche obliqua), che consentono di stabilire le relazioni spaziali fra oggetto e immagine riflessa. Si possono considerare tre direzioni orientate e fra loro perpendicolari, una delle quali perpendicolare alla superficie dello specchio e orientata dall'ambiente verso lo specchio. La superficie riflettente mantiene nell'immagine riflessa tutte e tre le direzioni, ma mentre lascia inalterato il verso nelle direzioni parallele allo specchio, cambia il verso nella direzione a esso perpendicolare. Se si considerano il verso di rotazione e il verso di avanzamento di una vite, la sua immagine riflessa è una vite che se viene ruotata nello stesso senso avanza in verso opposto (si dice anche che lo specchio trasforma una vite sinistrorsa in una vite destrorsa e viceversa). Questo avviene qualunque sia l'orientazione della vite rispetto allo specchio, come si vede nella figura a destra, dove sono rappresentate due viti, una destrorsa e una sinistrorsa, una perpendicolare allo specchio e l'altra a esso parallela.
Per avere altre informazioni sullo specchio e altri paradossi visivi si veda per esempio il libro di P. Odifreddi, C'era una volta un paradosso. Storie di illusioni e verità rovesciate, Einaudi 2001.