Quali effetti potrebbe avere sul nostro ecosistema l'esplosione di oggetti come la nebulosa di Eta Carinae?
Al di là dei dettagli, quali effetti produrrà sulla Terra questa esplosione? Anche nel peggiore dei casi, in una parola, praticamente nessuno, se non probabilmente molta curiosità e un bello spettacolo nel cielo notturno. La supernova potrebbe infatti essere molto più luminosa del pianeta Venere, quindi facilmente osservabile a occhio nudo nei cieli dell'emisfero australe. Dal punto di vista del nostro ecosistema, però, Eta Carinae è semplicemente troppo distante per avere alcun effetto apprezzabile. Per rendersi conto di questo, basta pensare che il flusso ricevuto sulla Terra dal Sole è milioni di volte superiore a quello che riceveremo dalla supernova associata a Eta Carinae.
Affinché una supernova possa produrre effetti biologici apprezzabile, dovrebbe trovarsi molto più vicina al Sole. Più precisamente, si stima che la distanza massima cui una supernova ha conseguenze sul nostro pianeta è attorno alla cinquantina di anni luce. Per confronto, Eta Carinae è distante ben 7500 anni luce. Per di più, le stelle nella vicinanza del Sole sono ben note e catalogate; sappiamo che nessuna di queste è attualmente nelle fasi terminali della propria vita, per cui possiamo restare tranquilli, nessuna supernova metterà a repentaglio la nostra esistenza.
Per completezza, esiste una possibilità, non molto probabile in realtà, in cui l'effetto dell'esplosione di Eta Carinae come supernova potrebbe risultare molto più notevole: il caso in cui desse luogo a un gamma-ray burst (impulso di raggi gamma, o GRB). I GRB sono esplosioni stellari molto rare e potenti, e alcuni astronomi pensano che Eta Carinae potrebbe effettivamente terminare la propria esistenza come GRB. L'effetto di un GRB potrebbe essere rilevante addirittura entro qualche migliaio di anni luce. Fortunatamente, i GRB sono esplosioni "direzionali", e il loro effetto è rilevante solo entro un sottile fascio (probabilmente allineato con l'asse di rotazione della stella). Si può fare un parallelo con il raggio luminoso di un faro, che emette la propria luce solo entro un cono sottile. Come si può vedere da questa bellissima immagine presa dal telescopio spaziale Hubble, l'asse di simmetria della nebulosa di Eta Carinae non punta nella direzione della Terra. Per cui, anche nell'improbabile eventualità in cui questa stella esplodesse come GRB, gli effetti sul nostro pianeta sarebbero trascurabili.