Xilitolo e caramello

Xilitolo: struttura 3D

Salve,

domandina:

Lo xilitolo caramellizza?

A che temperatura?

E' possibile utilizzarlo nelle varie fasi di caramellizzazione come lo zucchero?

Grazie!

Andrea Giacalone
2 giugno 2007

I polioli, nella cui classe di composti è compreso lo xilitolo, sono sostanze dolcificanti ottenute per idrogenzazione degli zuccheri semplici o degli sciroppi di mais. Il loro impiego è la sostituzione del saccarosio nelle formulazioni alimentari, per ragioni essenzialmente dietetiche: essi forniscono un apporto calorico modesto (nel caso dello xilitolo 2.4 kcal/g rispetto a 4 del saccarosio), possiedono un buon potere dolcificante, non sono cariogenici, sono assorbiti più lentamente degli zuccheri, con l’effetto di ridurre la risposta glicemica e insulinica. Lo xilitolo inoltre è un fortificatore del flavour e fornisce una sensazione rinfrescante.
Dal punto di vista della stabilità, lo xilitolo è dotato di buona termoresistenza, scarsa reattività in presenza di sostanze acide o alcaline e non reagisce con gli amino-fenoli e le proteine. La stabilità termica dello xilitolo è buona fino a 180°C.
La caramellizzazione come testimoniato in un’altra pagina di questo sito (http://ulisse.sissa.it/chiediAUlisse/domanda/2005/Ucau050104d001 ) è il risultato di una serie di reazioni degradative che avvengono sugli zuccheri semplici o nei disaccaridi (al di sopra della loro punto di fusione). Essa origina composti imbruniti, con gusto e aroma di “cotto” o “bruciato”.
Uno stadio iniziale della caramellizzazione, sempre nelle formulazioni contenenti zuccheri semplici ed in presenza di proteine ed amminoacidi, è la reazione di Maillard.

In conseguenza della loro struttura chimica lineare, i polioli e lo xilitolo sono chimicamente notevolmente stabili e con maggiore difficoltà vanno incontro alla reazione di Maillard, né tantomeno carammellizzano. E’ questa una ragione per la quale i prodotti dolciari da forno, ove gli zuccheri sono stati sostituiti da polioli, prevedono nella loro formulazione coloranti per impartire l’effetto di doratura ed, eventualmente, caramello per ottenere il flavour caratteristico.

Marco Riva Università di Scienze Gastronomiche di Bra, Pollenzo (CN)

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