Sto scrivendo una tesina sui bisogni e ho parlato del bisogno di quantificare ma ora mi sono arenata... Come posso correlare i bisogni dell'uomo alla matematica?
Il numero, da sempre, sta alla base dell'organizzazione delle società civili, come parametro di misura rigoroso, universale e obiettivo; esso interviene negli aspetti fondamentali della vita delle comunità grandi e piccole, e precisamente:
- nell'economia e nel commercio: nella suddivisione dei beni, nella valutazione delle risorse, nelle compravendite e nei baratti, nella determinazione dei costi e dei prezzi, nella stima delle rendite e nella programmazione degli investimenti;
- nel mondo del lavoro: nel calcolo delle retribuzioni, dei compensi e delle indennità, in base alle ore di servizio, all'anzianità nel ruolo, all'entità dell'impegno profuso o al volume di prodotto realizzato;
- nella politica e nell'amministrazione: nelle votazioni legislative e nelle elezioni democratiche, nell'assegnazione dei benefici assistenziali e degli oneri tributari, nei censimenti demografici, e, nell'età contemporanea, nei sondaggi d'opinione, nelle rilevazioni statistiche e nel campo delle assicurazioni.
Inoltre, il numero serve, nella vita quotidiana di ciascuno, per regolamentare le più svariate attività particolari e orientarsi nelle scelte personali. Esso è indispensabile, ad esempio, per
- localizzare gli eventi nel tempo e nello spazio (nell'anno 1956; a 44,5° di latitudine nord e 20° di longitudine est);
- descrivere i termini di una situazione o il grado di avanzamento di un processo (oggi la temperatura è di 21 gradi centigradi e il tasso di umidità è del 10%; è stato scrutinato un quarto delle schede; due giorni fa ho compiuto 18 anni);
- creare ordine e chiarezza, strutturando e suddividendo gli oggetti complessi (il corso si sviluppa su tre quadrimestri; l'argomento viene presentato nel secondo capitolo del testo; il caseggiato è composto di dieci piani, per un totale di venti appartamenti, di tre vani ciascuno);
- esprimere prescrizioni e definire necessità (per la torta occorrono 500 g di farina e 4 uova; per avviare il programma di lavaggio ruotare la manopola di mezzo giro; il fabbisogno energetico giornaliero è di 2500 calorie);
- valutare gli esiti delle prove e dei confronti (ho totalizzato 120 punti a bridge; ho preso 7 nel compito di matematica; mi sono classificato terzo nella gara di tiro con l'arco);
- fissare regole, limiti e canoni (la terapia prevede due pillole al giorno; l'ascensore non porta più di quattro persone; 1:1,618 è il rapporto aureo, ossia la proporzione ideale nell'arte);
- formulare previsioni (per coprire 800 km alla velocità media di 80 km/h impiegheremo 10 ore; un capitale di 10.000 euro investito ad un tasso annuo del 5% produrrà un guadagno di 1025 euro in capo a 24 mesi);
- specificare obiettivi (devo perdere 3 kg in due settimane; vorrei sostenere due esami in tre mesi).
Anche l'uso dei numeri nell'indagine scientifica, che si è diffuso grazie a Galileo Galilei, è essenzialmente riconducibile alle categorie appena elencate.
Se è vero che "la matematica non è un'opinione" e "le cifre parlano chiaro", allora si può affermare che i numeri forniscono un termine di riferimento semplice e univoco, in grado di mettere d'accordo tutti. In questo senso, il numero appare come un ideale veicolo di giustizia, equilibrio e pace. Occorre, tuttavia, impedire che esso venga impugnato come uno strumento di potere, o degeneri in uno sterile e sbrigativo mezzo di selezione e classificazione. Il numero non deve mai sovrastare le persone, o, magari, sostituirsi a esse, perché queste possiedono un valore intrinseco, multiforme e sfuggente che, davvero, non si può quantificare in cifre.