Fra le molte alternative previste e/o invocate per risolvere il problema del riscaldamento globale dovuto ai gas serra non si fa quasi mai cenno al METANOLO.
Sulla base delle mie conoscenze scientifiche (teoriche e forse non aggiornate) da diversi anni penso che sarebbe un carburante ideale per una rapida conversione degli attuali carburanti per autotrazione: può essere utilizzato nei motori a combustione interna e nelle celle a combustibile, produce meno anidride carbonica per unità di energia e può tranquillamente essere distribuito dall'attuale rete delle stazioni di servizio.
Mi sembra davvero strano, inoltre, che non venga preso in considerazione per integrare l'attuale sistema di distribuzione del metano: invece di progettare sistemi di liquefazione, non sarebbe molto più semplice trasformare il metano in metanolo?
Qualche giorno fa ho letto che un premio Nobel per la chimica ha pubblicato un libro in cui ipotizza "un'economia al metanolo": le mie impressioni non erano quindi del tutto sbagliate. O no?
Come si produce?
L'ultima frontiera è quella di ottenere metanolo per reazione dell’anidride carbonica atmosferica (CO2) con acqua; in questo modo sarebbe possibile sottrarre grandi quantità di uno dei principali gas-serra atmosferici, la CO2, riducendo il problema del riscaldamento globale. Su questa idea, non del tutto nuova, si sono e si stanno cimentando molti chimici, ma per ora il successo appare ancora lontano.
Attualmente questo combustibile viene preparato industrialmente da una miscela di monossido di carbonio e idrogeno, in adeguata proporzione, che in presenza di catalizzatori si converte in metanolo: CO + H2 => CH3OH.
La miscela di CO e H2 (chiamata gas di sintesi) viene usualmente preparata a partire dal metano - che può essere sostituito dal carbone.
Dopo un esame un po' approfondito dunque la prospettiva è forse meno attraente di quanto possa sembrare al principio.
Resta in ogni caso una possibilità da tenere in considerazione e da valutare con spirito critico ma senza preconcetti - questo vale per qualsiasi forma di energia disponibile.
Credo che il problema energetico si possa risolvere solo con una differenziazione delle fonti. È assolutamente necessario avere più fonti disponibili, possibilmente intercambiabili e pronte all'utilizzo. In questa direzione vanno anche i sistemi di liquefazione del gas a cui il lettore accenna.
Le riserve di gas, principalmente metano, sono enormi (come anche quelle di petrolio). La loro ubicazione è purtroppo molto lontana dalle zone di utilizzo. Il metodo più semplice di trasporto sono i metanodotti. Questo significa però il passaggio di migliaia di chilometri di tubi attraverso molti paesi - i problemi geopolitici che ne risultano ci sono noti.
Il gas può però anche essere liquefatto, trasportato via nave e rigassificato. Questo permette l'approvigionamento da produttori diversificati e non solo da chi sta all’altro capo del metanodotto. Senza questi interventi anche “l’economia al metanolo” vivrebbe una situazione non migliore di quella odierna.
Un'altra ipotesi è la trasformazione, nel luogo di produzione, del gas in un prodotto liquido (metanolo, o una miscela di idrocarburi liquidi) certamente più facile da trasportare.
Non so se la mia risposta ha soddisfatto le curiosità del lettore, ma come sempre in questi settori, non esiste un'unica risposta. Si intrecciano problemi scientifici, tecnologici, economici e politici.
Nota: spesso si cita erroneamente il Brasile come un paese che ha da tempo scelto il metanolo come forma di energia alternativa ad altri combustibili, ma in realtà l’alcolo usato non è il metanolo, bensi l’etanolo che viene prodotto per fermentazione della canna da zucchero che quel paese possiede in abbondanza.