Cibo e radioattività

Chernobyl, vent'anni dopo

Cortesemente vorrei sapere se esistono cibi o sostanze che si possono reperire facilmente, in grado di diminuire o eliminare una eventuale contaminazione radioattiva dovuta per esempio da una fuga da centrali nucleari, scoppio di bombe nucleari ecc.


Giuseppe Malvestiti
7 febbraio 2007

La contaminazione radioattiva può essere prevenuta solamente evitando di esporsi alle radiazioni e di ingerire cibi contaminati. Non esistono invece cibi che a posteriori possano ridurre i danni da radiazioni.

Chi ricorda l'incidente di Chernobil, forse sa che in qualche caso è stato somministrato ioduro di potassio per bloccare la fissazione di iodio radioattivo alla tiroide. A causa della irradiazione di iodio nell’atmosfera, non abbiamo potuto consumare latticini e verdure in foglia per un mese dopo l'incidente; poi data la sua breve emivita questo isotopo si è disattivato da solo.

Il cesio invece è rimasto a lungo nel nosto ambiente sopratuto nei funghi e tracce se ne trovano ancora sopratutto in Friuli, dove il fall out è stato più intenso. Niente che giustifichi qualunque allarme.

Se un giorno qualcuno fosse esposto a radiazioni, le uniche misure potrebbero essere l'isolamento per limitare il rischio di infezioni durante la fase di depressione immunologica, la soministrazione di cibi cotti o privi di microbi, e nei casi più sfortunati trafusioni di globuli rossi e piastrine, finché, sperabilmente, il midollo osseo riprenda a fuzionare.

Marino Andolina

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