Si sa che gli aspetti del nostro carattere (intelligenza, generosità etc.) sono dipesi dai nostri geni oltre che dall'esperienza. Vorrei sapere se tali aspetti della personalità dipendono dal rilascio in quantità diverse di certe sostanze e quali sono tali sostanze.
Esiste una relazione tra geni e comportamento? Se lo sono chiesto in molti, soprattutto negli ultimi vent’anni, da quando cioè la biologia molecolare ha permesso di scoprire e caratterizzare molti geni umani.
Se così fosse, cioè se tra il DNA e il comportamento sociale di un individuo ci fosse una relazione ben definita e univoca, potremmo dire che esiste un gene per la gentilezza, uno per la cattiveria, uno per l’adulterio, uno per la tendenza a fare la carità ai poveri, per l’omosessualità e via dicendo.
Diamo uno sguardo rapido al passato. All’inizio degli anni Novanta del secolo scorso la rivista Science pubblicò uno studio che prendeva in esame una famiglia olandese i cui componenti di sesso maschile erano noti per una particolare predisposizione all’aggressività. La ricerca dimostrò che in questi soggetti c’era una mutazione nel gene per un enzima chiamato monoamminoossidasi, che metabolizza alcuni neurotrasmettitori come dopamina e serotonina, e lasciò aperta la porta a speculazioni sull’esistenza di un rapporto diretto di causa-effetto tra mutazione e aggressività, portando ad esempio alcuni comportamenti anomali (incendi dolosi, esibizionismo, scoppi improvvisi di aggressività, tentativi di stupro) messi in atto dai soggetti di sesso maschile. Le donne della famiglia, invece, sembravano essere immuni…
Sempre negli anni Novanta, quando si stava diffondendo il determinismo genetico, Dean Hamer, dei National Institutes of Health, asserì di aver individuato in una regione del cromosoma X, denominata "xq28", un marcatore genetico che poteva essere correlato all'omosessualità. La rivista Time gli dedicò persino la copertina: "Born gay: Science Finds a Genetic Link" ("Gay si nasce: la scienza trova un collegamento genetico").
Tutte le ricerche sull’uomo, in realtà, presentavano difetti procedurali, tralasciavano di prendere in considerazione alcuni parametri o, viceversa, ne isolavano altri ad hoc.
Studi compiuti su animali hanno messo in evidenza che in seguito all’attivazione di alcuni geni si verifica l’attuazione di particolari risposte comportamentali: nelle api, per esempio, il comportamento sociale è regolato dall’entrata in funzione di geni in precedenza silenti.
Tuttavia, nel caso dell’uomo la situazione è certamente assai più complessa e non può essere ridotta a un semplice rapporto di causa-effetto. A fornire una risposta sul ruolo dei geni nel comportamento non sono serviti neppure ricerche compiute su gemelli identici, vissuti fin da bambini in ambienti e contesti culturali diversi.