Perché se beviamo un bicchier d'acqua dopo aver messo in bocca un alimento a base di menta abbiamo una sensazione di gelo?
Caro Fortunato, la domanda è davvero interessante. Devo ringraziarla perché mi ha costretto a indagare sull'argomento. Pur conoscendo il fenomeno per esperienza personale, non avevo idea della spiagazione. Ancor prima di consultare la letteratura scientifica in merito, avrei risposto così: in bocca
oltre alle terminazioni nervose specifice responsabili del senso del gusto
(papille gustative) ci sono anche le terminazioni dei nervi sensibili
alla temperatura (quante volte ci siamo scottati la lingua col brodo
bollente?). Evidentemente questi poveri ricettori termosensibili, più
specificamente quelli sensibili al freddo, si lasciano ingannare da certe
sostanze chimiche come per esempio il mentolo contenuto nella menta, nelle mentine ecc.
Non c'è da stupirsi: una cellula sensibile al freddo è sempre una cellula,
vale a dire un organismo complesso fatto di mille interazioni chimiche e,
cosa vuoi, un sistema così complicato è facile da disturbare, basta trovare la
sostanza chimica che in qualche modo si inserisce nel sistema e lo
scombussola in modo tale da distorcere le sue reazioni normali.
In effetti la letteratura sull'argomento sembra confermare queste mie supposizioni. Una certa Caroline
Seydel ha pubblicato su "Science" (22 febbraio 2002) un articolo in merito. Caroline cita diversi ricercatori originali, fra gli
altri David Julius di San Francisco che alcuni anni fa rivolse la sua
attenzione non solo ai neuroni sensibili al freddo e ingannabili col
mentolo, ma anche ad altri neuroni, loro immagini speculari, fatti per
segnalare il caldo ma ovviamente sensibili anche a certe sostanze contenute
nei peperoncini. Nello stesso articolo viene citato anche un gruppo di Bucarest, diretto da Gordon
Reid, che riuscì a spiegare il fenomeno a livello molecolare attraverso
studi basati sui flussi di ioni attraverso la membrana cellulare, che vengono
fortemente alterati in presenza di molecole di mentolo.
Un altro breve articolo che vale la pena leggere e quello firmato da J.Travis, pubblicato su "Science" il 16 febbraio del 2002.
Saluti
Valentino