Menta e freschezza

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Perché se beviamo un bicchier d'acqua dopo aver messo in bocca un alimento a base di menta abbiamo una sensazione di gelo?


Fortunato Marafioti
18 gennaio 2007

Caro Fortunato, la domanda è davvero interessante. Devo ringraziarla perché mi ha costretto a indagare sull'argomento. Pur conoscendo il fenomeno per esperienza personale, non avevo idea della spiagazione. Ancor prima di consultare la letteratura scientifica in merito, avrei risposto così: in bocca oltre alle terminazioni nervose specifice responsabili del senso del gusto (papille gustative) ci sono anche le terminazioni dei nervi sensibili alla temperatura (quante volte ci siamo scottati la lingua col brodo bollente?). Evidentemente questi poveri ricettori termosensibili, più specificamente quelli sensibili al freddo, si lasciano ingannare da certe sostanze chimiche come per esempio il mentolo contenuto nella menta, nelle mentine ecc. Non c'è da stupirsi: una cellula sensibile al freddo è sempre una cellula, vale a dire un organismo complesso fatto di mille interazioni chimiche e, cosa vuoi, un sistema così complicato è facile da disturbare, basta trovare la sostanza chimica che in qualche modo si inserisce nel sistema e lo scombussola in modo tale da distorcere le sue reazioni normali.


In effetti la letteratura sull'argomento sembra confermare queste mie supposizioni. Una certa Caroline Seydel ha pubblicato su "Science" (22 febbraio 2002) un articolo in merito. Caroline cita diversi ricercatori originali, fra gli altri David Julius di San Francisco che alcuni anni fa rivolse la sua attenzione non solo ai neuroni sensibili al freddo e ingannabili col mentolo, ma anche ad altri neuroni, loro immagini speculari, fatti per segnalare il caldo ma ovviamente sensibili anche a certe sostanze contenute nei peperoncini.  Nello stesso articolo viene citato anche un gruppo di Bucarest, diretto da Gordon Reid, che riuscì a spiegare il fenomeno a livello molecolare attraverso studi basati sui flussi di ioni attraverso la membrana cellulare, che vengono fortemente alterati in presenza di molecole di mentolo.

Un altro breve articolo che vale la pena leggere e quello firmato da J.Travis, pubblicato su "Science" il 16 febbraio del 2002.

Saluti
Valentino

Valentino Braitenberg Max Planck Institute for Biological Cybernetics, Tuebingen (Germania)

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