Zanzare e AIDS

Zanzara

Perché le zanzare non trasmettono l'AIDS?

Istituto comprensivo San Giovanni
15 gennaio 2007
Le zanzare, ma più in generale gli artropodi ematofagi, possono trasmettere differenti patogeni attraverso due meccanismi fondamentali. Nella trasmissione meccanica si ha il semplice trasferimento dell’agente patogeno da un ospite all’altro attraverso l’apparato boccale infetto. La trasmissione biologica, certamente la via più comune, implica invece l’infezione e la replicazione nei tessuti dell’artropode e, nella maggior parte dei casi, la colonizzazione delle ghiandole salivari.

Infatti è proprio attraverso la saliva che le zanzare trasmettono virus o altri agenti infettivi, come per esempio i plasmodi malarici. La saliva viene iniettata prima che inizi l’assunzione del sangue, durante quella fase esplorativa in cui la zanzara, dopo aver affondato l’apparato succhiatore nei tessuti dell’ospite, è alla ricerca di piccoli vasi sanguigni da cui nutrirsi. Se la zanzara è infetta insieme alla saliva, che contiene fattori antiemostatici atti a ritardare la coagulazione, viene iniettato anche l’agente patogeno.

Nonostante le zanzare siano in grado di trasmettere differenti tipi di virus (ad es. febbre gialla, dengue, west nile) non sembrano in alcun modo implicate nella trasmissione di HIV e numerose considerazioni sostengono questa conclusione. Innanzitutto, se ciò fosse possibile, si dovrebbero osservare fenomeni epidemici con caratteristiche stagionali, come nel caso di altre malattie trasmesse da zanzare quali la malaria o la febbre gialla. Inoltre è possibile escludere qualunque tipo di trasmissione biologica di HIV dal momento che il virus non è in grado di replicarsi all’interno della zanzara in cui non è più reperibile già dopo 24-48 ore, all’incirca il tempo necessario alla digestione del pasto di sangue.

Anche la possibilità di trasmissione meccanica può praticamente essere considerata come non esistente. Innanzitutto la zanzara dopo aver assunto il pasto di sangue generalmente si riposa per almeno 24 ore (il cosiddetto comportamento di resting). Occasionalmente, se non è riuscita a nutrirsi a “sazietà” sul primo ospite, la zanzara può pungere un secondo ospite a breve distanza di tempo. Tuttavia, va sottolineato che la zanzara inietta la saliva e succhia il sangue e che i due fluidi non si mescolano; infatti, la saliva fluisce attraverso un canale salivare mentre il sangue viene ingerito mediante un canale alimentare. Infine, tenuto conto del titolo virale nei fluidi biologici nonchè dell’infettività e della resistenza di HIV all’ambiente esterno, la quantità di sangue che contamina l’apparato boccale della zanzara non è sufficiente a trasmettere l’infezione ad un eventuale secondo ospite.

È stato calcolato che un individuo non infetto per ricevere una singola particella virale mediante trasmissione meccanica dovrebbe ricevere un numero inverosimile di punture da zanzare nutritesi su portatori di HIV. Considerazioni simili possono essere fatte per altri artropodi ematofagi come ad esempio cimici, pulci, zecche etc. che pure non hanno alcun ruolo nella trasmissione di HIV.
Bruno Arcà ipartimento di Biologia Strutturale e Funzionale, Università Federico II, Napoli

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