Le zanzare, ma più in generale gli artropodi ematofagi, possono trasmettere
differenti patogeni attraverso due meccanismi fondamentali. Nella trasmissione
meccanica si ha il semplice trasferimento dell’agente patogeno da un ospite
all’altro attraverso l’apparato boccale infetto. La trasmissione biologica,
certamente la via più comune, implica invece l’infezione e la replicazione nei
tessuti dell’artropode e, nella maggior parte dei casi, la colonizzazione delle
ghiandole salivari.
Infatti è proprio attraverso la saliva che le zanzare
trasmettono virus o altri agenti infettivi, come per esempio i plasmodi
malarici. La saliva viene iniettata prima che inizi l’assunzione del sangue,
durante quella fase esplorativa in cui la zanzara, dopo aver affondato
l’apparato succhiatore nei tessuti dell’ospite, è alla ricerca di piccoli vasi
sanguigni da cui nutrirsi. Se la zanzara è infetta insieme alla saliva, che
contiene fattori antiemostatici atti a ritardare la coagulazione, viene
iniettato anche l’agente patogeno.
Nonostante le zanzare siano in grado di
trasmettere differenti tipi di virus (ad es. febbre gialla, dengue, west nile)
non sembrano in alcun modo implicate nella trasmissione di HIV e numerose
considerazioni sostengono questa conclusione. Innanzitutto, se ciò fosse
possibile, si dovrebbero osservare fenomeni epidemici con caratteristiche
stagionali, come nel caso di altre malattie trasmesse da zanzare quali la
malaria o la febbre gialla. Inoltre è possibile escludere qualunque tipo di
trasmissione biologica di HIV dal momento che il virus non è in grado di
replicarsi all’interno della zanzara in cui non è più reperibile già dopo 24-48
ore, all’incirca il tempo necessario alla digestione del pasto di sangue.
Anche
la possibilità di trasmissione meccanica può praticamente essere considerata
come non esistente. Innanzitutto la zanzara dopo aver assunto il pasto di
sangue generalmente si riposa per almeno 24 ore (il cosiddetto comportamento di
resting). Occasionalmente, se non è riuscita a nutrirsi a “sazietà” sul primo
ospite, la zanzara può pungere un secondo ospite a breve distanza di tempo.
Tuttavia, va sottolineato che la zanzara inietta la saliva e succhia il sangue
e che i due fluidi non si mescolano; infatti, la saliva fluisce attraverso un
canale salivare mentre il sangue viene ingerito mediante un canale alimentare.
Infine, tenuto conto del titolo virale nei fluidi biologici nonchè
dell’infettività e della resistenza di HIV all’ambiente esterno, la quantità di
sangue che contamina l’apparato boccale della zanzara non è sufficiente a
trasmettere l’infezione ad un eventuale secondo ospite.
È stato calcolato che
un individuo non infetto per ricevere una singola particella virale mediante
trasmissione meccanica dovrebbe ricevere un numero inverosimile di punture da
zanzare nutritesi su portatori di HIV. Considerazioni simili possono essere
fatte per altri artropodi ematofagi come ad esempio cimici, pulci, zecche etc.
che pure non hanno alcun ruolo nella trasmissione di HIV.
Bruno Arcà
ipartimento di Biologia Strutturale e Funzionale, Università Federico II, Napoli