Osservare oggetti cosmici lontani significa avere informazioni sul passato del nostro universo.
Oggi, grazie a strumenti molto sofisticati, si può osservare l'universo fin da fasi molto precoci del suo sviluppo.
Le osservazioni astronomiche lasciano pochi dubbi sul fatto che l'universo sia "nato"
da uno stato iniziale in cui tutto
era probabilmente compresso e fuso in un unico stato primordiale. L'espressione "Big Bang" indica
genericamente questo stato iniziale
da cui tutto ebbe inizio con una grande esplosione. Intorno a questo concetto,
quello cioè dell'evoluzione da uno stato
iniziale denso, si intrecciano varie teorie cosmologiche intese a modellare diversi tipi
di evoluzione a seconda delle differenti condizioni iniziali che vengono imposte.
Questi modelli sono essenzialmente
modelli dell'universo primordiale e sono concepiti
allo scopo di spiegare nel modo più completo i dettagli delle strutture osservate.
La teoria dell'universo inflazionario richiede che dopo la nascita si sia
innescata una fase di espansione accelerata forse dovuta al prevalere di una componente
repulsiva dell'universo stesso.
Questa fase di rapida espansione ha il pregio di spiegare molti degli aspetti d'insieme dell'universo.
Nondimeno quest'ultimo presenta tali specificità, tra cui per esempio la nostra esistenza,
per giustificare le quali occorre una concomitanza di proprietà difficile da giustificare dal punto
di vista probabilistico.
Si calcola facilmente che
una deviazione anche piccolissima
da tale concomitanza avrebbe prodotto un universo osservato molto differente dal nostro e
in generale assai sfavorevole
alla nostra forma di vita.
Una maniera di ovviare alla difficoltà concettuale di vivere in un universo fatto su misura per noi, è quella di supporre che in realtà esistano
infiniti universi come bolle in un mare cosmico più grande e tali da soddisfare tutte le possibili proprietà. Ciò
giustificherebbe l'esistenza, fra infiniti universi, di almeno uno con
le proprietà del nostro. È chiaro che tale teoria, detta del Multiverso,
se da un lato permette di far rientrare il nostro Universo
in una logica di mera probabilità, dall'altro non è in alcun modo falsificabile a meno
che non ci sia un modo di verificare l'esistenza di altri universi paralleli.