Immagine reale e riflessa

Immagine reale e riflessa
Vorrei sapere se l'immagine che mi restituisce lo specchio quando mi guardo sia quella reale (cioè quella vista anche dagli altri) oppure no. In questo caso mi chiedo perché ci sia così tanta differenza tra l'immagine da me "rilevata" e quello che sono realmente.
christian canonica
12 dicembre 2006

Può provare lei stesso a fare due foto: una inquadrando il suo viso direttamente e una inquadrando la sua immagine nello specchio. Nel primo caso vedrà come la vedono gli altri e noterà che non coincide esattamente con la seconda foto, immagine che lei (e gli altri) vedono guardando lo specchio. Lo specchio riflette la luce che lei emette (dopo averla ricevuta da una sorgente primaria, il sole, una lampadina ecc.) e che lo colpisce e il suo occhio costruisce l’immagine che lei vede “dietro” lo specchio.
Quindi in realtà lei costruisce l’immagine non si limita a “rilevarla”. Per capire come il suo occhio costruisce l’immagine trova alcuni disegni e schemi e anche una animazione al riguardo sul sito di cui sono coautore alla pagina:

http://pctidifi.mi.infn.it/lucevisione/Riflessione_Cosavedelocchio.htm

Proviamo comunque a cercare di capire il tutto in modo intuitivo. Supponga di osservare e di fotografare un manichino ponendosi di fronte ad esso (vedi Fig. 1):

Immagine reale e riflessa
Fig. 1: manichino osservato di fronte

Immagine reale e riflessa (1)
Fig. 2: manichino nello specchio


Ponga ora la foto davanti allo specchio e ne osservi l’immagine, vedrà la Fig. 2.

Per poter rivolgere la foto verso lo specchio lei deve girarla, ruotarla di 180 gradi rispetto alla visione diretta. Se la stampasse su carta trasparente si accorgerebbe che nello specchio vede sostanzialmente la figura come se la vedesse “da dietro”.
In parole un po’ rozze, nello specchio è quindi come se ci vedessimo “da dietro”, mentre gli altri ci vedono “dal davanti”. Se si vuol vedere come la vedono gli altri metta due specchi a 90 gradi uno rispetto all’altro, si metta di fronte al primo e osservi la sua immagine nel secondo.

La spiegazione fisica è semplice e richiede quasi esclusivamente le regole dell’ottica geometrica, ma il risultato è sorprendente soprattutto dal punto di vista psicologico. Non a caso lo specchio ha ispirato (oltre a studi psicologici e neurologici, veda la recente interessantissima scoperta dei neuroni “specchio”) opere d’arte letterarie e pittoriche dal mito di Narciso ad Alice attraverso lo specchio di Lewis Carroll, solo per citarne due tra le più famose e ha molti significati metaforici.

Enrica Giordano Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione "Riccardo Massa", Università di Milano Bicocca

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