Aceto e cattivi odori

Aceto e cattivi odori

Come mai l'aceto porta via i cattivi odori (dalle stoviglie per esempio)?

Serena Salehzadeh
25 settembre 2006

L’aceto (di vino, di mele o di qualsiasi altra origine) è sostanzialmente una soluzione diluita di acido acetico. Deriva normalmente dall’ossidazione, operata da microrganismi, dell’etanolo presente in bevande alcoliche, tipicamente del vino.

L’aceto è quindi una soluzione acida ed ha un caratteristico odore. Trattando recipienti diversi con tale soluzione si portano in soluzione sostanze che siano solubilizzabili in ambiente acido, quali tipicamente i depositi di calcare (carbonato di calcio) sui quali si possono essere assorbite le più diverse sostanze organiche, con caratteristiche anche, ed eventualmente, odorose.

Non è necessario che i depositi di cui sopra abbiano dimensioni macroscopiche, molto spesso sono sottili strati visibili solo sui vetri trasparenti (vedi, ad esempio, bicchieri che non siano stati asciugati con uno strofinaccio ma lasciati su uno scolapiatti). In qualche caso, vedi ad esempio recipienti di rame o di alluminio, è la parete stessa del recipiente che viene solubilizzata dal trattamento con acido acetico. Ben lo sapevano le nostre nonne che lucidavano le pentole di rame lavandole con acqua ed aceto asportando così una sottile porzione della superficie del metallo annerita da ossidazioni o concrezioni varie. Alcune sostanze odorose possono, in aggiunta, essere loro stesse solubili in ambiente acido ed essere quindi allontanabili direttamente dal trattamento. La somma di questi effetti può essere invocata a spiegare l’effetto deodorante dell’aceto sui recipienti di cucina.

Gian Luigi Sottocasa Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Trieste

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