Un mondo senza luce

Un mondo senza luce

Le cose, gli oggetti...non hanno colore proprio? Ipotizzando un mondo senza luce, tutto sarebbe di un unico "colore"?

alessia Trentin
13 settembre 2006

Ci sono diversi modi di intendere il “colore”. Se ci si riferisce a come appaiono le cose ai nostri occhi, entrano in gioco sia fattori fisici sia psicofisici. Parliamo prima della fisica. Se si scompone con un prisma la luce emessa, ad esempio, da una lampadina a incandescenza, si vede che essa è costituita da un continuo di colori (lo “spettro”), dal rosso al violetto. I colori corrispondono a frequenze di oscillazione del campo elettromagnetico: da circa 4.3·1015 Hz (rosso) a 7,5·1015 Hz (violetto). La luce della lampadina ha uno spettro continuo,  ma ci sono anche sorgenti che hanno uno spettro a bande, ossia emettono solo particolari colori (per esempio le lampade gialle – al sodio – che sono usate nell’illuminazione stradale).

Illuminando un oggetto – la fragola nella figura sottostante – alcune componenti spettrali sono assorbite, mentre altre sono diffuse. La luce diffusa manca dunque delle componenti spettrali assorbite, per cui può avere ad esempio una prevalenza di rosso, di verde o altro, a seconda di quello che è stato assorbito.

Colore 1

A questo punto interviene il rivelatore, che nel caso della visione è l’occhio. La retina è rivestita di tre tipi di ricettori cromatici (i coni), ciascuno con la propria curva di sensibilità spettrale: una con massimo nel blu, una nel verde e una più spostata verso il  rosso (vedi figura seguente). I segnali rivelati dai ricettori sono convogliati al cervello, che li elabora e ce li fa percepire a livello psicofisico.

Colore 2

Dunque, il colore che appare ai nostri occhi è da mettere in relazione non solo con le cose, ma anche con la luce che le illumina, con il rivelatore, e con il processo psicofisico della visione.

Questo per la prima parte della domanda. Quanto alla seconda, il presupposto perché in questo contesto si possa parlare di colore è che vi sia della luce. In assenza di luce, come potrebbe essere ad esempio all’interno di una stanza buia, “tutti i gatti sono neri”.

Giuseppe Molesini Istituto Nazionale di Ottica Applicata (INOA), Firenze

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