Bagnarsi correndo

Bagnarsi correndo
Supponiamo che cada una pioggia ideale, formata cioè da gocce tutte uguali, alla stessa distanza tra loro sia verticalmente che orizzontalmente, che si muovono con la stessa velocità e che cadono verticalmente (cioè senza l'influenza del vento). Dovendo percorrere a piedi una certa distanza, mi bagnerò di più se cammino normalmente o se mi metto a correre?
Daniele Fornasero
9 settembre 2006

*** Domanda ***

Supponiamo di schematizzare un individuo mediante un parallelepipedo di superficie di base s e superficie di una faccia laterale S (date le dimensioni generiche di un uomo, se servisse potremmo considerare S circa eguale a 3s).

Sia n il numero di gocce per unità di volume, D la distanza da percorrere sotto l'acqua, v la velocità di caduta delle gocce e V la velocità di spostamento dell'uomo, cosicché dovremo considerare tutte le gocce che colpiscono il parallelepipedo in un tempo T. Sulla superficie s cadranno tutte le gocce contenute in un

parallelepipedo di area di base s e altezza vT, cioè: nsvD/V.

La superficie S corre incontro alle gocce impiegando un tempo T , quindi incontrerà tutte le gocce contenute in un parallelepipedo di volume STV , cioè nSD (come era ovvio questo numero non dipende dalla velocità); quindi la risposta del problema dipende dal numero di gocce che cadono sulla superficie s, e cioè nsDv/V che è tanto più piccolo quanto più V è grande.

Giulio Calvelli Dipartimento di Fisica "Galileo Galilei", Università di Padova

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