Il freddo al caldo

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Perché se avvolgiamo una bottiglia d'acqua con una stoffa bagnata e la posizioniamo al sole o fuori dal finestrino di un'automobile in viaggio l'acqua si raffredda?
Fortunato Marafioti
18 luglio 2006
Fin dall'antichità si sapeva che per rinfrescare una bevanda - ad esempio nel deserto africano - occorreva avvolgerla in uno spesso strato di stoffa mantenuto bagnato.

La ragione fisica è elementare: l'acqua evapora e lo fa più o meno rapidamente a seconda della temperatura dell'ambiente e dei corpi con cui è a contatto, ma anche a seconda della prontezza con cui il vapore prodotto viene rimosso dai suoi paraggi (quindi se c'è vento evapora più in fretta che se l'aria è immobile).

Ogni grammo d'acqua, per passare dallo stato liquido allo stato gassoso, consuma ben 540 piccole calorie, sottraendole ai corpi in contatto con essa. Nel caso posto dal lettore, anzitutto dalla bottiglia d'acqua, che è in intimo contatto col panno bagnato, poi anche dall'ambiente esterno.

Nella stessa categoria di effetti possiamo citare il fatto che resistiamo meglio al caldo grazie alla sudorazione; che sentiamo più fresco, a parità di temperatura, se corriamo o ci troviamo in una corrente d'aria - caro antico ventaglio! -; che un cucchiaio di minestra o di caffè si raffredda più rapidamente se ci si soffia sopra; che esiste un metodo di "condizionamento" degli ambienti basato appunto sull'evaporazione di acqua; eccetera eccetera, come il lettore stesso potrà scoprire con qualche riflessione in proposito.

Andrea Frova Dipartimento di Fisica, Università di Roma "La Sapienza"
Keywords: termodinamica

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