Le perturbazioni di origine esterna alla Terra non alterano il livello medio del campo e, pur essendo rilevanti per la loro frequenza, modificano il campo terrestre al massimo per un 3-5% del suo valore medio ma sono comunque causa di preoccupazione per gli effetti a esse associate in particolare modo alle alte latitudini. Durante i periodi perturbati, infatti, le particelle cariche elettricamente emesse dal sole in condizioni favorevoli del campo magnetico interplanetario, penetrano all'interno della magnetosfera, lo spazio fisico intorno alla Terra nel quale il campo magnetico terrestre esercita la sua azione, e vengono guidate in basso dalle linee di forza del campo magnetico precipitando nell'alta atmosfera polare dove creano il fenomeno delle aurore.
Nella ionosfera polare vengono generate quindi delle correnti elettriche che fluiscono canalizzandosi nell'alta atmosfera in direzione est-ovest (elettrogetti).
Le variazioni rapide del campo osservate al suolo, in particolare alle alte latitudini, sono dovute ai campi magnetici generati di queste gigantesche correnti elettriche aurorali. Per il fenomeno dell'induzione elettromagnetica queste correnti inducono correnti simili nell'interno della Terra che possono canalizzarsi in strutture naturali a elevata conducibilità elettrica ma anche in strutture artificiali, ad esempio nei cavi per la distribuzione della energia elettrica o negli oleodotti. Le intense correnti indotte che si generano in questo modo vengono anche chiamate GIC, Correnti Geomagneticamente Indotte. Quando le correnti entrano nei sistemi di trasformazione delle linee ad alta tensione si comportano praticamente come correnti continue che possono facilmente danneggiare i trasformatori delle cabine di trasformazione. Nel marzo del 1989 in occasione di una violenta tempesta magnetica i danneggiamenti a diverse centrali elettriche del Nord America furono notevolissimi e causarono lunghi periodi di black out e ingenti danni economici.
In sintesi quindi quando in seguito a flares o CME dal Sole emergono intensi flussi di onde elettromagnetiche e di particelle cariche che rinvigoriscono il vento solare, la Terra con il suo campo magnetico, se nella posizione orbitale favorevole, ne viene investita. Ne conseguono quindi complessi fenomeni che possono causare nello spazio circum-terrestre danni ai satelliti e alle navicelle spaziali, fino anche a mettere in pericolo la salute degli astronauti. Al suolo invece sono caratteristiche interferenze sulle telecomunicazioni e come accennato, danni alle centrali di trasformazione dell'energia elettrica.
Verso questi fenomeni si è sviluppata una forte attenzione nella comunità scientifica, il programma internazionale ILWS (International Living With a Star; Convivere con una stella) mira a coordinare tutte le attività di studio e ricerca sul Sole, sul vento solare, sulla magnetosfera terrestre, sulla ionosfera e sugli effetti sui sistemi tecnologici umani a terra e nello spazio, condotte da vari paesi. Oggi si parla chiaramente di uno space weather a indicare una caratteristica analogia che le perturbazioni delle spazio circumterrestre, dovute all'azione variabile del sole, hanno con la variabilità tipica del tempo meteorologico.