La risposta del fisico medio sarebbe che i fenomeni da lei citati non implicano l'esistenza di un etere, ovvero di un mezzo (una sorta di fluido o un campo) che dia un sistema di riferimento privilegiato. La radiazione di fondo cosmico è si una superficie rispetto alla quale ci possiamo muovere o no, ma non vi è in essa nulla che implichi la violazione del principio di relatività a un livelo fondamentale. Per quanto riguarda l'energia del vuoto vale la stessa cosa, di per se l'esistenza dell'energia di punto zero non richiede una violazione fondamentale del principio di relatività.
Ora veniamo alla risposta meno ortodossa. Sebbene quanto detto sopra sia corretto, è anche vero che negli ultimi decenni si è andata sviluppando una nuova idea della natura dei fenomeni gravitazionali che vede il concetto stesso di spaziotempo come "emergente". In breve, l'idea è che non vi sia, a livello fondamentale, una teoria quantistica dello spaziotempo (la cosidetta gravità quantistica), al contrario lo spaziotempo è un concetto emergente a basse energie, forse il condensato di qualche classe di oggetti più fondamentali (ad esempio le stringhe dell'omonima teoria). Per spiegare questo concetto possiamo usare un'analogia. Se si prova a descrivere la propagazione di perturbazioni acustiche su un fluido si troverà che esse, per grandi lunghezze d'onda, si propagano come su uno spaziotempo ovvero con una equazione d'onda relativistica (dove la velocità del suono gioca il ruolo di quella della luce). Se però si considerano perturbazioni con lunghezze d'onda sempre più brevi esse "sentiranno" che il mezzo su cui si propagano non è un continuo ma è bensì composto di molecole a riposo in un sistema di riferimento privilegiato (quello del laboratorio). Di conseguenza, la propagazione delle perturbazioni acustiche mostrerà deviazioni dalla propagazione relativistica tanto più grandi quanto più la loro lunghezza d'onda sarà prossima alla distanza intermolecolare. Se effettivamente avessimo una situazione analoga in natura allora se ne dovrebbe concludere che il principio di relatività e l'assenza di un sistema privilegiato e di un etere sono solo simmetrie emergenti a bassa energia. Ad alta energia le teorie della relatività (speciale e generale) verrebbero rimpiazzate da qualche teoria più fondamentale non necessariamente relativistica. A energie intermedie si potrebbe allora pensare che la teoria della gravità possa presentare modifiche tali da introdurre un sistema di riferimento privilegiato definito attraverso un campo di etere.
Per esempio si sono recentemente sviluppate delle generalizzazioni della relatività generale che descrivono uno spaziotempo caratterizzato da una metrica e da un campo di etere (un vettore unitario) che rende appunto esplicita la violazione di della simmetria di Lorentz. Queste teorie vanno sotto il nome di Einstein-Aether theories. Al momento non vi è evidenza che tali teorie siano effettivamente un'accurata descrizione della natura, ma vi sono varie indagini sulla validità della simmetria di Lorentz ad alte energie (tale campo viene spesso chiamato fenomenologia della gravità quantistica dato che l'origine di tali deviazioni dala fisica standard sarebbe dovuto a una nuova fisica in prossimità della scala di Planck, ovvero dell'energia alla quale si pensa che la descrizione classica della gravità cessi di avere senso). Insomma non è detto che l'etere non ritorni presto alla ribalta ma al momento non vi è un'evidenza osservativa che questo debba essere il caso.