Diventare neuroscienziato

Cervello e impulsi elettrici
Vorrei conoscere la differenza tra le discipline neuroscienze e neurobiologia. Che curriculum di studi occore aver effettuato per divenire un neuroscienziato?
Cristina Stucchi
1 luglio 2006

Vorrei conoscere la differenza tra le discipline neuroscienze e

In risposta alla prima parte della domanda, la neurobiologia può essere definita come una branca del più vasto ambito delle neuroscienze. La neurobiologia è quella disciplina che studia la struttura (neuroanatomia) e la funzione (neurofisiologia) delle cellule nervose, e il modo in cui queste comunicano tra loro e si organizzano in circuiti funzionali, per elaborare sia le informazioni in arrivo che le risposte in uscita. I metodi di questa disciplina sono quelli tipici della biologia: microscopia ottica ed elettronica, elettrofisiologia e, più in generale, tecniche prese in prestito da settori come la chimica, la farmacologia, l’immunologia e la genetica. Per quanto concerne i soggetti studiati, per ovvie ragioni pratiche ed etiche, si tendono a prediligere modelli animali (le cosiddette “cavie” da laboratorio), sia in vitro che in vivo, anche se non mancano studi con gli esseri umani.

Nell’ambito delle cosiddette neuroscienze, oltre alla neurobiologia, confluiscono una serie di discipline complementari e parzialmente sovrapposte, il cui minimo comune denominatore è costituito da un preciso obiettivo: comprendere il funzionamento del sistema nervoso in tutti i suoi aspetti, tramite molteplici livelli di indagine. Le neuroscienze dunque studiano il sistema nervoso cercando di comprenderne lo sviluppo, la struttura, la funzione, nonché gli aspetti biochimici e genetici, sia in condizioni fisiologiche che patologiche.

Tra le discipline “neuroscientifiche” si possono annoverare la psicologia, la medicina, la genomica, la farmacologia, le scienze statistiche, le scienze computazionali, la robotica e più in generale la fisica, la chimica e la matematica. L’oggetto di studio delle neuroscienze può essere metaforicamente concepito come ciò che si vedrebbe attraverso lo zoom potentissimo di una sofisticata telecamera puntata sul sistema nervoso, in quanto spazia dal livello “micro” delle molecole che compongono i singoli neuroni, a quello “macro” di complesse funzioni cognitive come l’attenzione e la coscienza. Anche i metodi, di conseguenza, variano alquanto, passando dal microscopio elettronico alle neuroimmagini funzionali come la risonanza magnetica funzionale e la tomografia ad emissione di positroni, dalla registrazione da microelettrodi impiantati in neuroni singolo all’elettroencefalografia sullo scalpo, dalle simulazioni al computer di reti neurali allo studio di pazienti con lesioni cerebrali. Una delle sfide più appassionanti delle neuroscienze è appunto quella di superare, proprio in virtù di questa multidisciplinarità che le contraddistingue, ataviche antinomie epistemologiche come riduzionismo e anti-riduzionismo, monismo spinoziano e dualismo cartesiano, contrapposizioni tra mente e cervello.

Infine, le finalità delle neuroscienze vanno da quella puramente conoscitiva ed euristica della ricerca di base ai vari ambiti applicativi (la medicina in primis). A titolo esemplificativo e non esaustivo, si possono citare gli studi volti alla comprensione e alla cura di malattie neurologiche come il morbo di Alzheimer o di Parkinson, o dei meccanismi di plasticità corticale alla base del recupero post-ictus.

Parlando delle neuroscienze si è anche in una certa misura data risposta alla seconda parte della domanda, riguardante il tipo di curriculum necessario per diventare un neuroscenziato. Come si evince da quanto esposto finora, non esiste una risposta univoca a tale domanda. Tutto dipende da quale ambito neuroscientifico si vuole andare ad indagare. Ovviamente, se i propri interessi vertono principalmente sulle simulazioni al computer con reti neurali, sarebbe meglio avere un background di tipo ingegneristico, fisico o matematico, che offra dimestichezza nella programmazione al computer. Se si predilige la branca neurobiologica delle neuroscienze, essere laureati in scienze naturali, biologia, farmacia, medicina, rende la strada un po’ più spianata. Se invece i propri interessi vanno più verso lo studio della mente umana tramite discipline come la neuropsicologia cognitiva, essere laureati in psicologia, possibilmente nell’indirizzo generale o sperimentale, sarebbe già un buon inizio.

Tuttavia, data la vastità delle discipline che confluiscono nelle neuroscienze, e dei metodi e tecniche adottati, chiunque sia interessato a far ricerca in tale ambito avrà il suo spazio, dal chimico al fisico, dall’ingegnere al matematico, dal biologo al farmacologo, dal linguista al filosofo, purché ne condivida il metodo scientifico inteso nel suo senso lato, popperiano. Ovviamente bisognerà anche crearsi un sistema ampio di conoscenze che non solo colmi le inevitabili lacune di ogni specifico percorso formativo, ma che consenta anche di poter apprezzare appieno la multidisciplinarità delle neuroscienze che, come abbiamo visto, ne rappresenta l’anima.

Bibliografia consigliata

  • Gazzaniga M.S., Ivry R.B., Mangun G.R., Neuroscienze Cognitive, Zanichelli, Bologna 2005
  • Kandel E.R., Schwartz J.H., Jessell T.M., Principi di Neuroscienze, CEA, Milano 2003
  • Nicholls J.G., Martin A.R., Wallace B.G., Dai neuroni al cervello, Ed. Zanichelli, Bologna 1997

Antonino Vallesi
Keywords: neuroscienze

© Copyright SISSA - Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati - Trieste (Italy) - 2001-2011