Newton cominciò a interessarsi di ottica cercando di ridurre le aberrazione cromatiche delle lenti non sferiche. Accortosi che lavorando le lenti si otteneva solo un piccolo miglioramento delle aberrazioni cromatiche, cominciò a fare esperimenti sulla dispersione dei colori. Notò che, facendo passare un sottile raggio di luce bianca attraverso un prisma, il raggio si disperdeva in raggi di luce di diverso colore che coprivano l'intero spettro visivo (dal rosso al violetto). Facendo poi passare ciascun raggio monocromatico attraverso un secondo prisma, il raggio veniva soltanto deviato senza mutare colore.
Newton dimostrava così che la luce, bianca o colorata, subisce una deviazione (rifrazione) passando da un mezzo trasparente a un altro, che la luce bianca è una mescolanza di luce di tutti i colori e che il prisma separa tale mescolanza nelle sue parti componenti poiché la luce di ciascun colore veniva rifratta con un angolo di deviazione diverso. Da questi esperimenti Newton concluse che la luce aveva natura corpuscolare, ovvero che era un aggregato di corpuscoli di specie diversa (corrispondenti a quella diversità che noi percepiamo come colori), proiettati con velocità costante dai corpi luminosi.