Perché se guardo la tv e in questa viene inquadrato un computer o un altra tv, quest'ultima/o si vede con le righe?
Per la precisione, i fotogrammi sono organizzati a coppie, che contengono alternativamente le righe pari e quelle dispari dell'immagine completa. In questo modo l'immagine completa viene in realtà trasmessa 25 volte al secondo.
Anche nello schermo televisivo succede la stessa cosa: l'immagine viene composta sullo schermo da un pennello luminoso che scorre da sinistra a destra e dall'alto in basso. In un televisore questo movimento avviene 50 volte al secondo, mentre in uno schermo di computer il numero di fotogrammi realizzati ogni secondo varia da un trentina a circa 100. Ogni punto, una volta illuminato dal pennello, si spegne progressivamente in un tempo che è minore di quello dopo il quale il punto verrà ri-illuminato. In ogni istante, quindi, solo una parte dello schermo è illuminata, con la forma di una banda orizzontale.
Il nostro occhio non registra questi velocissima cambiamenti di luminosità: se fissiamo un punto illuminato, continuiamo a vederlo luminoso per circa un decimo di secondo dopo che si è spento. Quindi, dato che ogni punto viene ri-illuminato dopo circa un cinquantesimo (o un venticinquesimo) di secondo, non notiamo nulla.
Se si riprende un televisore con una telecamera, quando questa esamina lo schermo ne troverà quindi illuminata solo una banda orizzontale, anche se noi lo vediamo illuminato uniformemente.
Siccome la telecamera e il televisore funzionano alla stessa frequenza di 50 fotogrammi al secondo, al fotogramma successivo risulterà illuminata sempre la stessa fascia orizzontale dello schermo. La fascia risulterà quindi ferma, di solito un po' sfarfallante. Se le due frequenze non sonno esattamente sincronizzate, la banda potrà spostarsi leggermente tra un fotogramma e il seguente, e la vedremo muoversi lentamente in senso verticale. L'effetto sarà quindi quello di un fascia illuminata che scorre lentamente lungo lo schermo.
Nel caso in cui si riprenda lo schermo di un computer, l'effetto dipende da quanto sono diverse le frequenze della telecamera e del monitor. Se la differenza è piccola, anche lo spostamento della fascia sarà piccolo, e vedremo la banda orizzontale muoversi tanto più velocemente quanto maggiore è questa differenza.
Se le frequenze sono invece molto diverse, ogni fotogramma mostrerà una parte dello schermo sostanzialmente a caso, il nostro occhio non riuscirà a distinguere le differenze perché troppo veloci e quindi vedremo uno schermo illuminato in modo all'incirca uniforme.
L'effetto è simile a quello dello stroboscopio, un flash che illumina una scena in rapido movimento con brevi lampi a cadenza regolare. Se la scena che osserviamo è periodica (ad es. il battere delle ali di un insetto) e la frequenza dei lampi è regolata in modo da illuminare la scena sempre nella stessa situazione, vedremo il moto "congelarsi"o muoversi molto lentamente.
Per chi voglia approfondire, questi fenomeni sono un caso particolare di un teorema fondamentale della teoria della comunicazione, il teorema del campionamento dovuto a Nyquist. Questo teorema ci dice che se vogliamo riprodurre correttamente un fenomeno periodico, dobbiamo campionarlo ("fotografarlo") almeno al doppio della sua frequenza. Ad esempio, nei CD musicali il suono viene campionato 44.100 volte al secondo, per garantire una buona riproduzione delle frequenze sonore fino a 20.000 Hertz.
Se invece la frequenza di campionamento è vicina a quella del fenomeno campionato, vedremo questo rallentato a una frequenza eguale alle differenza tra le due. Quindi se ad esempio campioniamo (con una telecamera) a 50 Hertz uno schermo di PC che scorre alla frequenza di 52 Hertz, vedremo righe che scorrono a 2 Hertz.
Più in generale, la frequenza del fenomeno riprodotto sarà uguale alla differenza tra la frequenza originale, e il più vicino multiplo della frequenza di campionamento. Il fenomeno è detto aliasing della frequenza, e viene sfruttato per convertire un segnale radio da una frequenza alta ad una più bassa, durante il processo di conversione del segnale in forma digitale.