L'abbondanza di meteoriti ferrose era già stata osservata – seppure non in questi termini! - da antiche civiltà come gli Ittiti, le cui armi sacre erano forgiate in ferro quasi puro. In assenza di tracce che mostrino che gli Ittiti avessero sviluppato procedimenti per la purificazione dei minerali di ferro, è stato infatti supposto che l'origine del metallo delle armi sacre fosse letteralmente celeste, seppure non divina. Quando poi nel 467 a.C. in Tracia cadde – in pieno giorno - un meteorite ferroso di dimensioni ragguardevoli, il filosofo Anassagora ipotizzò che si trattasse di un pezzo di Sole, concludendone che il Sole dovesse essere un corpo relativamente vicino e tutto di ferro incandescente.
Nonostante la conoscenza del fenomeno, fu Giovanni Virginio Schiaparelli, intorno agli anni '60 del 1800, a dare per primo una spiegazione scientifica convincente circa l'origine degli sciami meteoritici, legandoli al passaggio della Terra all'interno della nube di frammenti lasciati nel proprio percorso da una cometa. Da allora le meteoriti sono state studiate con sempre maggior interesse, trattandosi di veri e propri pezzi di corpi extraterrestri.
La nomenclatura in uso oggi prevede che si definiscano meteoroidi i corpi derivati dalla frammentazione di comete e asteroidi, indipendentemente dal loro destino: meteoroidi sono tanto i corpi diretti verso l'esterno del sistema solare quanto quelli che si avvicinano alla Terra e che, eventualmente, si tuffano nell'atmosfera del nostro pianeta. È una classe di corpi estremamente ampia: la loro massa può variare da un miliardesimo di kg a 10 milioni di kg.
Un meteoroide che interagisce con l'atmosfera terrestre viene detto meteora ed è rivelabile grazie alla striscia luminosa provocata dalla ablazione del materiale nel tragitto atmosferico. Se poi accade che la meteora riesca ad attraversare l'atmosfera stessa e a piombare sulla superficie terrestre, allora siamo di fronte a un meteorite. Può accadere per molti motivi: sia particolarmente massiva o dotata di un nucleo particolarmente resistente al calore, oppure l'inclinazione e la velocità di entrata in atmosfera sono favorevoli.
La ragione della notevole abbondanza di meteoriti ferrosi risiede proprio nel fatto che il nucleo metallico di un meteoroide a composizione ferrosa, grazie alle maggiori forze di coesione tra i metalli, ha una maggior probabilità – a parità delle altre condizioni – di raggiungere la superficie terrestre rispetto a corpi costituiti da materiale più leggero. La distribuzione della composizione delle meteoriti non riflette la distribuzione dei meteoroidi, perché l'atmosfera agisce da filtro: gran parte delle meteore vaporizza infatti tra i 90 e i 120 km di quota.
Vediamo brevemente la classificazione dei meteoriti, basata proprio sulla loro composizione chimica:
- Condriti: quando le abbondanze degli elementi non-volatili sono simili a quelle misurate nel Sole. In generale sono rocce porose: il 7-18% di esse è costituita da spazi vuoti. Riflettono molto poco la luce e probabilmente è per questa ragione che non è stato ancora identificato il loro asteroide (o la famiglia di asteroidi) progenitore. Se le condriti contengono molecole organiche allora la condrite si dice carbonacee. Tutte le altre (eccetto un minuscolo sottogruppo di meteoriti ricchi di enstatite, un silicato ricco di magnesio) vengono dette ordinarie: naturalmente questo è il sottogruppo più vasto. Circa un quinto delle condriti ordinarie hanno un elevato contenuto di ferro, che si aggira tra il 12% e il 21%.
- Acondriti: sono meteoriti poco frequenti, con circa il 7,6% di tutte le meteoriti raccolte. Sono un gruppo molto eterogeneo, che ha varie provenienze: per esempio le acondriti HED provengono probabilmente dall'asteroide Vesta, mentre le SNC – ricche di basalto o di olivina – provengono da Marte.
- Sideriti: come suggerisce il nome, sono meteoriti ferrose, principalmente composte di ferro e nichel e probabilmente provenienti dai nuclei ricchi di ferro degli asteroidi che popolano la fascia principale.
- Sideroliti: sono meteoriti ferro-rocciosi molto rare, che sembrano derivare da zone intermedie fra il mantello e il nucleo di un asteroide.
- Condriti carbonacee: molto simili per composizione al Sole, ad eccezione degli elementi gassosi come idrogeno ed elio; sono simili agli asteroidi di tipo C.