Questa scoperta si ripropose all'attenzione dei fisici sessant'anni dopo, quando emerse un candidato a una teoria unificata completa (cioè che comprenda, oltre a gravità ed elettromagnetismo, anche le due interazioni nucleari, forte e debole): la teoria delle superstringhe. La consistenza matematica di questa teoria sembra infatti imporre l'esistenza di dimensioni supplementari: nella versione più popolare della teoria, sei. Il motivo per cui le superstringhe tratterebbero tutte le interazioni in maniera unificata non è lo stesso proposto da Kaluza e Klein; le loro tecniche, tuttavia, opportunamente aggiornate, sono diventate parte essenziale dell'armamentario tecnico di un teorico di stringa.
Sarebbe quindi importantissimo trovare evidenza di queste dimensioni aggiuntive in natura. Essendo queste dimensioni 'trasversali' a quelle dell'esperienza quotidiana (e della fisica odierna) non è facile sottoporre queste ipotesi a verifiche sperimentali. Una strategia possibile sarebbe osservare il comportamento della gravità. Consideriamo un esempio. Supponiamo che esista una quinta dimensione, ma periodica: se potessimo dirigerci in quella direzione, dopo un millimetro (per fissare le idee) torneremmo al punto di partenza. Supponiamo però che alla materia oggi conosciuta sia impossibile muoversi in questa quinta direzione; sarebbe tuttavia ancora possibile sentire la quinta dimensione, misurando l'attrazione gravitazionale tra due masse. Certo niente cambierebbe per masse lontane milioni di chilometri. Ma per masse a un solo millesimo di millimetro (nelle tre dimensioni ordinarie), per esempio, la periodicità della quinta dimensione sarebbe trascurabile, e la legge di attrazione dovrebbe comportarsi come in cinque dimensioni: la forza sarebbe proporzionale al cubo delle distanze, piuttosto che al quadrato di newtoniana memoria. (La relatività generale non predice correzioni rilevanti a queste scale.)
Recenti esperimenti hanno per l'appunto usato questa strategia, cercando di misurare la minuscola forza gravitazionale tra due oggetti posti a distanze molto piccole. Finora è stato escluso che (per i modelli più semplici) la quinta dimensione abbia un periodo più grande di un decimo di millimetro. Ma fino a qualche anno fa, il valore preferito dai teorici per questo periodo era la lunghezza di Planck, che e` 31 ordini di grandezza più piccola. Ciò vuol dire che molto più lavoro è necessario!