Stimati professori, mi rivolgo a voi per avere un parere "serio" dopo i tanti articoli con le più articolate ipotesi su quello strano strumento chiamato "macchina" o "meccanismo" di Antikythera, ossia quell'insieme di ruote dentate ripescato da un relitto navale antico che qualcuno afferma datato al I sec. a. C. Vorrei conoscere la vostra posizione, sia sulla effettiva datazione e, al di là dell'uso, che mi rendo conto essere troppo ipotetico, se la tecnologia di quell'epoca poteva essere così avanzata da produrre qualcosa del genere. Ringrazio per l'attenzione che mi vorrete prestare e porgo i complimenti per questo interessante e valido sito.
Il meccanismo fu scoperto nel 1900 da un pescatore di spugne nel relitto di una nave naufragata davanti all'isola di Antikythera attorno all'anno 65 prima di Cristo. L'analisi archeologica del manufatto (in particolare le iscrizioni presenti su di esso) lo fanno risalire all'anno 80 prima di Cristo; questa datazione è coerente con quella che risulta dall'analisi astronomica della parte frontale, nella quale si poteva dedurre la posizione del Sole e della Luna nello zoodiaco, nelle varie date del calendario egizio. Altri particolare (si veda il materiale bibliografico consigliato) fanno ritenere che il meccanismo fosse in funzione da alcuni anni al momento del naufragio.
Con qualche incertezza, dovuta alla perdita di alcuni ingranaggi e degli indicatori, si ritiene che il meccanismo servisse a mostrare la posizione del Sole e della Luna, oltre che dei cinque pianeti conosciuti dagli antichi. In questo senso il manufatto è stato definito un "calcolatore analogico" (anche l'astrolabio lo è, e le sue basi teoriche da alcuni vengono fatte risalire a Ipparco, II secolo A.C.) le cui scale funzionali incorporano i periodi sinodici (per la Luna è il tempo intercorrente tra due lune nuove e, più in generale, tra due uguali configurazioni) dei corpi mobili (Sole, Luna e pianeti) mediante treni di ingranaggi che esprimono le diverse velocità relative come, per esempio, 19 giri del Sole devono compiersi nello stesso tempo di 235 giri di Luna. È il cosiddetto periodo Metonico, dopo il quale la Luna ripresenta la stessa fase nelle stesse date del calendario solare. I periodi sinodici erano stati osservati fin dai tempi dei Sumeri e i Greci avevano ereditato la loro conoscenza numerica dai Babilonesi. La novità è che i Greci introdussero dei modelli, dettero cioè un'interpretazione geometrica dell'Universo, che passerà attraverso il mondo romano e medievale e rimarrà sostanzialmente inalterata fino ai tempi di Copernico. Il meccanismo di Antikythera dimostra che i Greci ne dettero anche un'interpretazione aritmetica e meccanica, con il calcolo del numero dei denti di ciascun ingranaggio del treno e la loro realizzazione.
Lo studio del "meccanismo" di Antikythera inizia solo 50 anni dopo il suo ritrovamento, ma poggia su una solida letteratura scientifica, non mi risulta che sia stato oggetto di articoli sensazionalistici o sia mai diventato il simbolo di fantasie esoteriche, come la grande piramide, Stonehedge o altri oggetti della ricerca archeologica e archeoastronomica. Va notato che alcuni degli articoli divulgativi al riguardo portano nel titolo la parola "mistero", ma nel corpo dell'articolo non c'e' poi traccia di misteri.
Rimangono, è vero, delle incertezze, ma non riguardano nè la datazione del manufatto, nè la sua interpretazione meccanica complessiva, esse riguardano piuttosto i motivi per cui fu costruito e il contesto sociale e economico in cui veniva usato. Non sappiamo se si trattava di un esemplare unico o uno di pochi esemplari, se sia stato costruito in ambito accademico o solo per dare prestigio al propretario presso una corte. Se veniva usato per scopi educativi o pratici, per esempio per i calcoli calendariali e la navigazione. Non sappiamo se ne traevano informazioni astronomiche o astrologiche. Se non si trattava di un esemplare unico, quale società lo costruì e lo usò, come era organizzata la produzione, solo sul lavoro degli schiavi o anche sul lavoro salariato?
Cicerone riferisce di un'antica conoscenza meccanica del mondo ellenistico (un mondo che viene distrutto, assimilato e romanizzato con la conclusione delle guerre puniche); il meccanismo di Antikythera potrebbe essere espressione di tale conoscenza. Forse quella conoscenza sopravvisse e arrivò in Europa, dopo l'anno 1000, attraverso i contatti con il mondo arabo, che della cultura antica fu custode e anche utilizzatore, durante i secoli più bui del medioevo, quando ogni forma di conoscenza pare spengersi nel mondo latino. Noi europei avremmo dunque reimparato la meccanica, come abbiamo reimparato l'astronomia, l'ottica, la matematica, la chimica ecc. In un contesto sociale e economico che mancò nel mondo arabo, abbiamo studiato, sviluppato e, soprattutto, applicato. Alla fine del XIII secolo compaiono in Europa l'orologio meccanico e quello solare moderno, a ore uguali e l'uno è sussidiario all'altro, il meccanico ha bisogno del Sole per sincronizzarsi, ma quello solare ha bisogno dell'altro di notte e quando ci sono le nuvole! La nuova classe sociale delle città, la borghesia, mercantile prima e imprenditoriale poi, non solo li produce e li commercia, ma anche li usa, perché il tempo "uguale" di produzione deve essere incorporato nel prezzo delle merci per essere competitive.
C'è un legame tra gli orologi meccanici europei e il meccanismo di Antikythera? Io credo di si, sulla base di due considerazioni:
Ho scelto il seguente materiale per approfondire la conoscenza del meccanismo di Antikythera, esso non è certamente esaustivo, ma ha il pregio di essere immediatamente disponibile in rete: